Maggio 1938: anche Gussago presente al Congresso Eucaristico di Budapest

Budapest 1938 Montini e Bazzani Congresso Eucaristico

Qualcheduno si domanderà cosa centri Gussago, la nostra Gussago, con il Congresso Eucaristico di Budapest del maggio 1938 e parlarne, addirittura, a distanza di così tanti anni. Nel 2020 si terrà il 52° Congresso Eucaristico Internazionale e nuovamente a Budapest. Ricordare non fa male a nessuno anzi, ricordarsi delle proprie “Radici” risulta produttivo a tutti gli effetti.

Gussago vi entra in quello del 25-29 maggio 1938 di tutto diritto, nelle vesti del suo sommo pastore del tempo, Monsignor Giorgio Bazzani di anni 75 – Parroco dal 1894 al 1941. Perché Parroco e perché degno di grande stima date le sue eccelse capacità umane, pastorali e conoscenze teologiche e filosofiche, come tale partecipa a quel Congresso del 1938 in Budapest; a testimoniarlo una bellissima foto, sembra scattata ieri, nella quale fa capolino per umiltà e bassa statura fisica, tra alti prelati e alti prelati papali, l’esile figura del nostro Parroco Bazzani. Sono mesi, in quell’anno, in cui in Europa spirano venti di Guerra; infatti, l’Austria è già fagocitata dal Terzo Reich.

<<1938. … Tra gli ungheresi, al grande entusiasmo dovuto al ricongiungimento di parti del territorio perduto (a quel tempo, l’Ungheria contava circa nove milioni di abitanti di cui il 70% circa, cioè sei milioni, erano cattolici) si univano profonde apprensioni per il futuro e oscuri presagi. Il clima internazionale era dominato dalla paura della guerra. Il Terzo Reich, due mesi prima, aveva annesso l’Austria diventando così potenza confinante con l’Ungheria. E i nazisti ungheresi le Croci frecciate – avevano adottato lo slogan «il 1938 sarà il nostro anno». In realtà il 1938, in Ungheria, era stato dichiarato “Anno di Santo Stefano” perché si celebrava il novecentesimo anniversario della morte del primo re e fondatore dello stato d’Ungheria. Il Führer aveva proibito ai cattolici tedeschi di partecipare al Congresso eucaristico internazionale di Budapest del maggio 1938, al quale sarebbe intervenuto lo stesso Segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Eugenio Pacelli, futuro Pio XII. La ragione del veto hitleriano, secondo un dispaccio conservato nell’Archivio Segreto Vaticano, stava nel «desiderio di non esporre le coscienze dei partecipanti tedeschi a sentire cose meno favorevoli al nazionalsocialismo», e di non disperdere valuta pregiata>>.

Fu in questo clima che si aprì a Budapest il Congresso Eucaristico Internazionale. La mattina del 25 maggio 1938, mentre i congressisti si accalcavano nella grande sala della piazza Vigadé per ascoltare i discorsi di omaggio degli «intellettuali» alla SS. Eucaristia, anche pioggia e vento imperversavano sulla grande capitale, «regina del Danubio». Nel pomeriggio, il cielo si rasserenò per la solenne funzione di apertura che ebbe luogo nella Piazza degli Eroi. Il Papa aveva inviato come suo Legato il Cardinale Pacelli, accolto dal Reggente di Ungheria, da tutte le autorità e dal popolo con feste trionfali e poi sempre ascoltato, seguito, applaudito, quasi fosse il Papa in persona, per tutti i giorni del Congresso. Dopo la lettura della Bolla Pontificia, il Cardinale Legato papale Pacelli iniziò il suo discorso con un saluto, in ungherese, al Congresso Eucaristico, a Maria Patrona dell’Ungheria ed alla Nazione Magiara poi, in fluente francese, sciolse un inno alla crescita dei Congressi Eucaristici che«come una immensa solennità del Corpo di Cristo si rinnovellano ogni due anni, sempre più radiosi, vivificando il mondo con le loro benedizioni e conforti, inondandolo di torrenti di grazie».

A chi manifestava il timore che il cattivo tempo avrebbe, forse, turbato il Congresso, impedendo le grandi riunioni e processioni a cielo aperto, un Padre ungherese, infaticabile oratore ed operaio nella Vigna del Signore, rispose franco: “Il Congresso è già compiuto e riuscitissimo; il cattivo tempo non potrà distruggere il frutto abbondante ed universale raccolto in tutta l’Ungheria che, da circa un anno, ha rinnovato la sua vita spirituale con l’Eucaristia”. Il vero congresso, infatti, prima ancora che a Budapest, si celebrò nell’anima cristiana dell’Ungheria. La preparazione al Congresso era stata per l’Ungheria una grandiosa missione continuata per circa un anno. Tutte le parrocchie del Paese celebrarono tridui di rinnovamento spirituale, con rispettive giornate eucaristiche e processioni. Si contarono, da un capo all’altro del Paese, migliaia questi tridui dedicati ad ogni classe di persone, particolarmente agli operai e ai contadini. Anche per questo, forse, don Bazzani volle andarvi per vedere contadini devoti come lo erano i suoi di Gussago.

Nella capitale ungherese si tennero circa duecento tridui eucaristici ed alte celebrazioni dedicate a tutti i ceti sociali, frequentati da più di duecentomila persone. Se si considera che il numero dei cattolici di Budapest è di circa 655.000 (su poco più di un milione di abitanti), si può ritenere che la massima parte degli adulti si è accostò ai Sacramenti. (Ndr. siamo nel 1938). Nelle associazioni mariane, nei collegi ed istituti cattolici e nelle associazioni giovanili si tennero per tutto l’anno frequenti conferenze ed opere di pietà religiosa attorno all’Eucaristia. Ciò che avvenne a Budapest avvenne anche in tutto il Paese. Ad esempio, al nord dell’Ungheria, tutti i minatori di quella regione con le loro famiglie, in circa 800 parrocchie, pur continuando nel loro duro lavoro, la sera, con la lampada e il piccone, frequentarono i tridui eucaristici e di buon mattino, prima di andare alle miniere, si accostarono ai Sacramenti.
Dicevamo all’inizio dell’Eucaristia: vincolo della Carità: argomento del Congresso di Budapest del 1938. In questo Congresso, per le migliaia di sacerdoti e religiosi presenti, la lingua comune di comunicazione fu il latino, principalmente nella funzione ad essi riservata la mattina del giovedì dell’Ascensione, nella Cattedrale di S. Stefano, dove ascoltarono le eloquenti esortazioni del Cardinale Legato Pacelli, dell’abate benedettino di Pannonhalma e del Vescovo di Namur. Nelle 42 adunanze nazionali, le conferenze si tenevano nelle lingue particolari di ciascuna nazionalità. A queste partecipò anche il nostro Monsignor Giorgio Bazzani.

Nelle adunanze generali, invece, la lingua ufficiale era, l’ungherese, ma vi furono pronunziate brevi allocuzioni anche in altre lingue: italiana, francese, tedesca, inglese, spagnola, croata, portoghese, estone, finnico, greco, olandese, indiano (tamule telugu), celtico (irlandese), giapponese (parlò l’illustre Ammiraglio Stefano Shinjiro Yamamoto), cinese, polacco, lettone, arabo, albanese, bulgaro, danese, lituano, russo, turco. L’ungherese era purtroppo incomprensibile per la maggior parte degli stranieri, ma non incomprensibile la fede viva di quel popolo (Ndr. del 1938) manifestata nell’atteggiamento devoto e fervente della popolazione magiara e di tutti i pellegrini di nazioni dalle lingue più varie. E poi, il saluto generale degli ungheresi, i giovani specialmente, in latino: Laudetur Jesus Christus, rivolto ai Sacerdoti ed agli stranieri (assai frequente, in ungherese, tra il popolo); e la cortesia ed affabilità: tutto concordava, nonostante la varietà delle lingue nell’unità dei cuori, ad esprimere ed attuare la divisa, centro di raccolta delle menti e dei cuori, del Congresso: Eucharistia vinculum Caritatis.(L’Eucaristia, vincolo di carità).

Nei cinque giorni propriamente assegnati al Congresso, oltre le assemblee ed adunanze di funzioni eucaristiche generali quotidiane, due e anche tre talora, distribuite tra la mattinata, il pomeriggio e la sera, vi furono, ogni giorno, una o due adunanze internazionali di argomento speciale, come quella di «Omaggio dei rappresentanti delle lettere e delle scienze all’Eucaristia»(mercoledì), quella sullo svolgimento del tema generale «L’Eucaristia vincolo di carità», quella sulle missioni, quella sulla «Eucaristia vincolo della carità nella famiglia», sul quale argomento parlò il Capo del Governo Ungherese Béla Imrédi, quella sull’«Eucaristia e l’unità della Chiesa», sull’«Eucaristia vincolo della carità tra le classi sociali e tra le nazioni».

Tra le manifestazioni esterne, la processione sul Danubio del giovedì sera offrì uno spettacolo magnifico. Procedeva in testa, maestosa la nave, recante a prua l’Ostensorio, tutto uno scintillio di lumi e con fasci di luce emananti a raggi era attorno al SS. Sacramento, mentre altri cinque grandi fasci luminosi, proiettati dalla sommità dell’altura detta di S. Gerardo, irradiavano tutto il cielo. Altre navi ancora illuminate, recanti i Cardinali, i 300 Vescovi ed il Clero, facevano corteo regale al Re del cielo e della terra, mentre dalle due rive lumi e fiaccole disegnavano una lunga processione animata dai canti di inni eucaristici, cantati da tutto il popolo, guidato dagli altoparlanti, che rendevano presente ed uniforme dappertutto la direzione corale. Era tutto un meraviglioso e fantastico concerto di luci e di canti non mai visto né udito sulle rive del più grande fiume di Europa. (…). La grande processione finale della domenica fu in parte dalla pioggia che prese a cadere quando il corteo giunse alla Piazza degli Eroi. Lì, per necessità la Benedizione del SS.mo sacramento si tenne brevemente. A questa processione parteciparono tutte le rappresentanze del clero e del laicato. (…). Non mancò neppure la presenza del nostro Monsignor Giorgio Bazzani.

La nobiltà magiara dette bella mostra di dignità ed eleganza negli abbigliamenti tradizionali. Seguivano, a varie schiere, le serie interminabili dei ceti operai, principalmente dei minatori con il piccone in spalla e in mano le lampade di sicurezza accese; e poi i gruppi dei pellegrini, convenuti da più di 40 nazioni. Il Congresso Eucaristico era terminato felicemente, ed il Cardinale Serédi, Principe Primate di Ungheria, ne rendeva grazie al Signore in una allocuzione, dove dava rilievo al frutto spirituale raccolto nell’anno di preparazione al Congresso: «innumerevoli adunanze e funzioni eucaristiche – circa mille tridui – confessioni, Comunioni di parecchi milioni di persone».

…ma il nostro Prevosto – Parroco gussaghese?
Per chi non l’avesse conosciuto, non avesse mai udito il suo nome e lo vedesse solo ora nella foto suddetta, andiamo a menzionare i prelati che vi sono ritratti, a partire da sinistra: Mons. Giacinto Tredici (Milano, 1880), teologo e filosofo – vescovo di Brescia dal 1934 sino al +19 agosto 1964); Monsignor Giovanni Battista Montini (1897) – da lunga data funzionario della diplomazia vaticana e già dal 1937 con la qualifica di Sostituto alla Segreteria di Stato Vaticana (poi, dal 1963, Papa Paolo VI); continuando a leggere la foto, piccolo, come abbiamo detto, fa capolino Monsignor Giorgio Bazzani – dal 1931 Prelato domestico di Sua Santità e Parroco di Gussago dal 1894; Cardinal Eugenio Pacelli – Segretario di Stato Vaticano e a Budapest quale Legato di Sua Santità Papa Pio XI per il Congresso Eucaristico Internazionale (poi, di lì a qualche mese, Papa Pio XII) ed altri prelati ancora e laici presenti al Congresso del 1938 in Budapest (Ungheria).

Che ve ne pare? Ci rendiamo conto di quale posizione di stima occupava la nostra Parrocchia S. Maria Assunta al tempo?
Bene. Tra qualche mese si terrà (2020) il 52° Congresso Eucaristico Internazionale e proprio, ancora, a Budapest. 13-20 settembre 2020. Tema: “SONO IN TE TUTTE LE MIE SORGENTI”

In questo modo, un po’ anomalo, abbiamo voluto ricordare la grande figura del nostro Prevosto Monsignor Giorgio Bazzani il quale in quegli anni ’30, difficilissimi per l’Italia ed i paesi d’Europa, non esitò, azzardò, ad ospitare per il sacrosanto principio della Carità – la terza delle Virtù teologali, con Fede e Speranza, e la più importante in quanto durevole in eterno – in particolare sacerdoti del calibro di don Primo Mazzolari, inviso, attaccato, bersagliato, perseguitato dal regime fascista ed anche incarcerato, facendogli tenere omelie pubbliche, nella sicurezza di Gussago (garante la sua persona di Parroco), creandogli il tempo e la calma per scrivere alcune delle sue più “belle” infuocate, quanto significative lettere (…poi “riabilitate” e valorizzate) contro le idee ed imposizioni del Regime ed anche quell’altre al suo vescovo, sulla libertà ed il diritto di parola, il diritto dovere di proclamare Cristo ogni dove e sempre. Anche in iniziative come queste fu grande e saggia l’opera di Mons. Giorgio Bazzani, nostro Parroco dal 1894 al 26 giugno 1941 in Santa Maria Assunta.

L’Ungheria ha radici cristiane profondissime. Il suo primo re, Santo Stefano (1000-1038) ha introdotto il popolo ungherese nella comunità dei popoli cristiani dell’Europa. La fede cristiana, la costanza, l’insegnamento e l’esempio degli avi hanno sorretto il popolo ungherese nelle tempeste della storia. E ancora oggi, per gli ungheresi vale il detto: «Il nostro passato è la nostra speranza, il nostro futuro è Cristo». La celebrazione del 52° Congresso Eucaristico Internazionale (2020) vuole confermare la fede dei credenti, ricostruire l’identità della comunità cristiana mediante una nuova evangelizzazione, approfondire la comunione con Cristo e con i fratelli, lavorare alla riconciliazione fra i popoli. Inoltre, è l’occasione per rinsaldare il dialogo tra i cristiani, nella certezza che sono più le cose che ci uniscono di quelle che dividono. La guida dello Spirito Santo aiuterà a comprendere i segni dei tempi e a cercare, nella verità, le strade del futuro. Così, la testimonianza congiunta dei credenti potrà offrire ai non credenti la Buona Novella della salvezza.

Al Congresso del 2020, nuovamente a Budapest, il nostro “santo” [°°] parroco di quel lontano tempo di 80/125 anni fa …non ci sarà; lo seguirà sicuramente dal cielo e non meno bene di quello del 1938 in cui fu presente e partecipe. In cielo, dall’alto della sua umanità per il popolo (la Carità) e preparazione teologica, sicuramente confermerà che “L’Eucaristia è vincolo di carità” e pure per il 2020 converrà che fondato è il principio: Eucaristia – “Sono in Te tutte le mie sorgenti”.

[°°]. Del processo canonico per la causa di beatificazione di monsignor Bazzani non se ne seppe più nulla; eppure nel 1951 (10° anniversario delle morte) con lungo e partecipato rito dei suoi parrocchiani ne venne traslata la salma, dal cimitero alla Parrocchiale, nell’intento di porla a degna, definitiva, sepoltura ai piedi dell’altare, comunemente noto ai fedeli come del Sacro Cuore, ma – guarda caso – essere dedicato al Santissimo Sacramento, l’Eucaristia, vincolo di carità, …per il quale nel 1938 andò a Budapest con tutti gli onori e contornato da tanti detti alti prelati di cui alla foto.

A cura di Achille Giovanni Piardi.

Per approfondire sulla figura di Bazzani monsignor Giorgio:
26 giugno 2018, 77^ anniversario della morte di Monsignor Giorgio Bazzani
15 agosto 1894: don Giorgio Bazzani “entrava” in parrocchia
Anniversario: racconto della morte di Monsignor Giorgio Bazzani
Fotogallery “Funerali di Monsignor Giorgio Bazzani”
2 agosto 2013, 150^ anniversario della nascita di Mons. Giorgio Bazzani
26 giugno, anniversario della morte di Monsignor Giorgio Bazzani
Monsignor Giorgio Bazzani
28 giugno ricorrenza funerali Monsignor Giorgio Bazzani

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