
Le organizzazioni sindacali rilanciano l’allarme sul futuro degli ospedali a fronte della situazione economica. La Regione: «Struttura idonea a ricevere finanziamenti aggiuntivi» Ma la quantificazione del budget è avvolta in un inquietante mistero.
Un angosciante conto alla rovescia. Questo sembra diventare di ora in ora la questione «Richiedei», con la pesante situazione finanziaria che incombe sui due ospedali di Palazzolo e Gussago e sui 400 posti di lavoro in ballo. Per gli sviluppi ci sarà ancora da attendere. Quanto tempo non è dato sapersi. La certezza è che non ne manca molto, mentre la situazione si fa sempre più precaria, in attesa di una «iniezione» di fiducia e soprattutto di fondi su cui la Regione, per il momento, non sta dando alcun tipo di segnale.
Ieri un comunicato dell’Asl di Brescia ha dato notizia che la Fondazione Richiedei è stata approvata quale «struttura idonea ad ottenere un finanziamento aggiuntivo per progetti volti a rispetto dei tempi di attesa e accessibilità ai servizi. Ma sulla quantificazione del budget, l’Asl non ha titolo per disporre modifiche». L’incertezza è dunque la sola cosa concreta, perchè è il budget lo snodo vitale della questione. E resta un nodo inestricabile nonostante il pressing delle forze sindacali, unite di fronte a un’emergenza che potrebbe sfociare entro la fine del mese di settembre in importanti tagli del personale.
Lo scorso 2 maggio la Regione si era presa l’impegno di affrontare quanto prima la crisi della Fondazione Richiedei che allo stato attuale avrebbe liquidità per arrivare fino alla fine del prossimo mese di settembre (lunedì 30 la data scelta da Cda come disponibilità economica per erogare gli stipendi). Troppo poco per poter garantire anche in futuro un servizio di qualità. «Il problema è che la Regione e la politica non stanno fornendo le risposte corrette alle domande della Fondazione Richiedei – spiega Stefano Ronchi dell’Fp Cgil -. Alla fine di settembre ci saranno grossi problemi per i 400 lavoratori. Come sindacati siamo molto preoccupati. Per questo abbiamo intensificato le iniziative a supporto dei lavoratori». Non si sa ancora di che natura possano essere i possibili tagli, anche se la preoccupazione sale mano a mano che ci si avvicina al «giorno X». La Fondazione Richiedei chiede più fondi come adeguamento del budget. «Non è una richiesta fuori portata, tenendo conto che si parla di salvaguardare al tempo stesso la salute dei cittadini tutelando al tempo stesso i lavoratori».
Intanto sono arrivate le prime 7 mila firme a favore della Fondazione Richiedei. «Le consegneremo all’Asl per far capire le nostre intenzioni». Concetti ribaditi anche da Andrea Riccò (Uil Pfl). «Prospettive? Ribadiamo il concetto che la politica ha fatto degli incontri senza però coinvolgerci. Il timore è che alla fine paghino ancora i lavoratori, già costretti a sacrifici. Siamo molto preoccupati per l’utenza e per i lavoratori: è assurdo che a distanza di mesi la politica regionale non abbia fatto nulla per risolvere questa situazione, oltre a qualche promessa fatta in precedenza». Per la Fondazione Richiedei tanti dubbi e poche certezze. E intanto il rapporto tra tempo e preoccupazione prosegue nella sua logica inversamente proporzionale.
Alessandro Maffessoli
Fonte: Bresciaoggi
Sindacati sulla Richiedei: “Dov’è la politica?”
Al direttore Asl oltre 7 mila firme. L’Azienda sanitaria disponibile a un incontro.
Nessun segnale dalla Regione, nonostante l’incontro dei vertici di Fondazione Richiedei di Gussago e Palazzolo con la dirigenza dell’assessorato alla Sanità. Per questo, per evitare di concludere l’estate con amare sorprese, Cgil, Cisl e Uil sono scesi in campo con un presidio davanti alla sede dell’Asl di Brescia. L’obiettivo è fare ancora fronte comune per salvaguardare una struttura d’eccellenza che ha 400 occupati e fornisce servizi a un bacino di 200 mila persone.
Parlano all’unisono i sindacati, attraverso i propri rappresentanti della Funzione pubblica: «Dopo la convocazione dal prefetto in maggio, ci aspettavamo risposte concrete e l’apertura di un tavolo di confronto, ma la Regione continua a tacere». Ad alzare il livello di allarme è stata la recente dichiarazione del presidente della Fondazione Richiedei che ha ricordato come «il tempo sia scaduto e da settembre non sarà più possibile pagare gli stipendi». «Richiamiamo i soggetti interessati ad assumersi le responsabilità necessarie – hanno ribadito Donatella Cagno e Stefano Ronchi (Cgil) con Diego Zorzi (Cisl) e Andrea Riccò (Uil) -: non accetteremo operazioni che mettano in pericolo anche un solo posto di lavoro». I sindacati, prima di consegnare le oltre 7 mila firme raccolte al direttore generale dell’Asl, hanno tratteggiato la situazione: «Negli ultimi quattro anni, il deficit della Fondazione è stato ridotto da 30 a 23 milioni e i lavoratori hanno contribuito con pesanti sacrifici, come il taglio della produttività per circa 500mila euro». L’Asl, in una nota, sottolinea «la rilevanza della Fondazione Richiedei nell’ambito della rete sanitaria e socio sanitaria e ritiene che debba essere messa in atto ogni possibile azione per continuare a garantirne il funzionamento».
Wilda Nervi
Fonte: Giornale di Brescia