Indentificata la 55enne che aveva tentato di rapinare un disabile

La scorsa primavera insieme a tre complici, due uomini e una donna, avrebbe tentato di mettere a segno un furto, trasformatosi poi in rapina, ai danni di un 44enne di Ghedi affetto da un lieve disagio mentale e che vive con i genitori. Il colpo era sventato proprio grazie al 44enne che si era reso conto di avere di fronte dei ladri e così si era aggrappato alla gamba di uno di questi per non farlo fuggire. In manette allora era finito un 47enne della provincia di Modena. Nelle scorse ore le manette sono invece scattate ai polsi di una delle due donne coinvolte: una 55enne di Gussago. La donna, dopo diversi mesi di indagini serrate, è stata raggiunta da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Brescia su richiesta della procura. La tentata rapina era avvenuta un sabato pomeriggio. Il quartetto, convinto di poter avere vita facile con il 40enne, si era presentato alla porta sostenendo di avere un regalo da consegnare al padre dell’uomo. Era invece un banalissimo trucco per riuscire a intrufolarsi in casa e fare razzia di beni. Il 44enne era però riuscito a intuire che quei quattro non erano amici di famiglia, ma soltanto malviventi. Così l’uomo si era gettato su uno dei banditi afferrando la gamba di uno di questi. Il ladro aveva cercato di liberarsi dalla presa trascinando la vittima lungo le scale e riuscendo ad arrivare in strada. Il parapiglia aveva però richiamato l’attenzione di alcuni vicini di casa e passanti che avevano avvertito i carabinieri. L’intervento dei militari aveva portato all’arresto di uno dei banditi che alle spalle aveva già diversi precedenti per reati contro il patrimonio. Il 44enne era invece stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio dove era stato medicato per le botte ed escoriazioni provocate dalla colluttazione. Immediatamente erano poi scattate le indagini. Una delle due donne è stata quindi identificata e arrestata alle prime ore dell’alba di ieri. Prosegue invece la caccia alle altre due persone che, credendo di potere fare un «lavoretto» facile si sono introdotte nell’abitazione di Ghedi con una scusa prima di essere fermati dal figlio del proprietario.

Fonte: Bresciaoggi

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