All’isola ecologica spunta un nuovo raccoglitore per plastica dura

Cassone plastica dura

Raccolta plastiche dure ingombranti: un nuovo contenitore all’isola ecologica e una ulteriore differenziazione nel conferimento. Il Comune di Gussago punta così ad abbassare ulteriormente la produzione di indifferenziata. Si tratta, per ora, di un progetto sperimentale. Alla piattaforma di multiraccolta comunale di via Galvani, la rete di cooperative Cauto ha predisposto un cassone per la raccolta delle plastiche dure ingombranti.

«È un progetto fortemente voluto dal Comune di Gussago – dichiara Giovanni Coccoli, assessore all’Ambiente – che va nella direzione di cercare di differenziare il più possibile». Con il porta a porta, nei sacchi gialli non è di fatto possibile inserire gli imballaggi più ingombranti (come ad esempio la cassetta della frutta o parti plastiche di vetture, elettrodomestici); così, questi rifiuti venivano gettati negli ingombranti e per cui destinati all’inceneritore o alla discarica. Ora invece, le plastiche dure ingombranti potranno essere gettate nell’apposito cassone al centro di multiraccolta, per il corretto smaltimento. «Con questo progetto – prosegue Coccoli -, che sperimenteremo fino al 31 dicembre, il cittadino che andrà all’isola ecologica, sarà assistito da un operatore che indicherà quali materiali sono destinati al cassone delle plastiche dure e quindi al riciclaggio. Si tratta di una sperimentazione in quanto noi siamo in fase di gara per il nuovo affidamento della gestione dell’isola ecologica, affidamento che avrà una durata di un anno e mezzo. Scadrà nel giugno 2017, quando verrà fatta la gara per il nuovo gestore dell’intero servizio di nettezza urbana».

Nel bando è stata inserita la clausola che costringe, chi vince l’appalto, a portare avanti questo servizio, che va nella direzione di una differenziazione maggiore. Tale progetto permetterà, spiegano in Comune, anche un risparmio economico: «Gli ingombranti hanno un costo di circa 100 euro a tonnellata per lo smaltimento – conclude Coccoli – ; e buona parte di questi rifiuti è di plastica, che può essere recuperata. Ci si attende, così, che gli ingombranti calino sensibilmente e che l’operazione si traduca in un risparmio economico e ambientale».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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