Nel 2015 a Gussago 46 matrimoni, di cui 31 (il 67,2%) con rito civile

matrimonio

La sia pur timida ripresa dei matrimoni registrata nel 2015 in ambito provinciale e certificata dall’Istat conosce un’ampia declinazione nei 206 comuni bresciani (che tali erano l’anno passato, visto che la fusione tra Bienno e Prestine è targata 2016). Per misurare la diversa propensione al matrimonio possiamo considerare il rapporto tra il numero delle unioni, con rito religioso e civile, rapportato alla popolazione residente assumendo come base i matrimoni celebrati nei singoli comuni.

I 3.766 matrimoni registrati dall’anagrafe dei comuni, corrispondono ad un indice pari a 2,98 unioni per ogni mille residenti che rappresenta quindi la media provinciale. Un primo dato che emerge è la maggiore propensione al matrimonio nei comuni della provincia rispetto a quanto accade nel capoluogo. Brescia, infatti, presenta un indice di nuzialità nell’ordine del 2,4 per mille, decisamente inferiore ai 3,08 matrimoni per ogni mille abitanti che si registra negli altri comuni della provincia. Nel gruppetto di testa si trovano due piccolissimi comuni, Incudine (12,7 matrimoni per ogni mille abitanti) e Valvestino (10,3), e quattro centri di dimensioni maggiori: Gargnano (11,9), Limone sul Garda (11,1), Gardone Riviera (10,1) ed, eccentrico rispetto alla collocazione rivierasca, Coccaglio (10,6). Per i piccolissimi centri entra in gioco la matematica: i 5 matrimoni di Incudine, rapportati a 393 abitanti determinano la prima posizione. Tuttavia, allargando lo sguardo alle prime venti posizioni per maggiore incidenza dei matrimoni sulla popolazione residente, al netto dei piccolissimi centri, si osserva una folta presenza dei comuni rivieraschi. Oltre ai tre sopra richiamati si trovano anche Moniga del Garda (7,6 matrimoni per ogni mille abitanti), Salò e Sirmione (7), Monte Isola (6,8) e Lonato del Garda (6). Completano la pattuglia dei comuni con una quota di matrimoni doppia rispetto alla media provinciale Polpenazze (8,8), Provaglio d’Iseo (6,4) e Rodengo Saiano (6,3), cui si aggiungono centri minori come Capovalle, Irma, Cimbergo e Zone.

Prendendo come riferimento il dato medio provinciale, fissato a 2,98 matrimoni per ogni mille residenti, sono un’ottantina i comuni bresciani che superano questa soglia. Tra questi, considerando i centri maggiori, si trovano Castenedolo con 5,4 matrimoni per ogni mille residenti, Iseo (5,2), Erbusco (5), Nave (3,9), Rovato (3,7) e Cazzago (3,6). Con un indice di nuzialità attorno alla media provinciale si trovano Montichiari (3), Calcinato, Travagliato, Concesio e Desenzano (2,9). Tutti gli altri centri maggiori registrano un tasso di matrimoni inferiore al dato medio provinciale. Tra questi il comune capoluogo (2,4 matrimoni per mille abitanti) e, con indici ancora più bassi, Mazzano, Gardone Val Trompia, Carpenedolo, Ghedi e Leno, di poco al di sopra della soglia dei 2 ogni mille abitanti. In coda si trovano sette comuni, piccoli e medi, che nel 2015 non celebrano neppure un matrimonio: Isorella (0,9), Quinzano d’Oglio, San Zeno, Lograto, Marcheno, Lodrino e Niardo (0,5).

Il rito civile supera, anche se di poco, quello religioso

Sono sei i comuni, tutti piccoli o piccolissimi centri della montagna bresciana, che, nel 2015, non hanno celebrato matrimoni: Cerveno, Lozio, Magasa, Paisco Loveno, Saviore dell’Adamello e Temù. In realtà non è che proprio nessuno dei residenti si sia sposato ma, come raccontano i funzionari dell’anagrafe, i pochissimi ragazzi del luogo lo hanno fatto nei comuni di residenza delle consorti. Ovviamente in valore assoluto è Brescia a registrare di gran lunga il maggior numero di unioni, con 473 matrimoni, precedendo, a distanza, Lonato (98), Coccaglio (93), Desenzano (84), Montichiari (76), Salò (75), Rovato (72) e via via tutti i centri più popolosi.

Nel 2015, in provincia di Brescia, i matrimoni celebrati con rito civile superano quelli consumati con rito religioso con uno scarto modesto quanto significativo: 52,8% per le cerimonie civili, 47,2 per i matrimoni in chiesa. Va osservato che questa dinamica è abbastanza consolidata, poiché vale sia per il comune capoluogo, dove la distanza è maggiore ed i matrimoni con rito civile sono il 56% del totale, ma anche per la media dei comuni non capoluogo, dove le cerimonie laiche sono comunque pari al 52,3%. Se in 77 comuni prevale il rito civile e in 22 vi è l’assoluta parità, sono ben 101 quelli in cui continua a prevalere il rito religioso mentre in sei casi, come abbiamo visto, non c’è partita. Ci sono, ad esempio, ben nove comuni in cui tutti i matrimoni celebrati si sono svolti con rito civile. Se si esclude Limone del Garda, dove si sono celebrati 13 matrimoni, negli altri non si va oltre le 3 unioni ma il dato è curioso. Per la cronaca, oltre al comune rivierasco, le cerimonie sono state solo civili ad Anfo, Prestine, Losine, Cedegolo, Braone, Polaveno, Lograto e Marcheno. Analizzando i dati comunali, sono una cinquantina i comuni bresciani in cui il rito civile interessa oltre il 60% dei matrimoni. Tra questi, considerando solo i comuni maggiori, si trovano Castenedolo (85,5% di riti civili), Mazzano (79,3%), Salò (73,3%), Sarezzo (72,7%), Calcinato(69,2%), Desenzano (67,9%), Gussago (67,2%), Roncadelle (66,7%), Gavardo (63,6%), Castel Mella (63%), Ghedi (61,9%). La prevalenza del matrimonio in chiesa è assoluta in 17 centri, tutti di piccole dimensioni. Sono 72 i comuni in cui il rito religioso interessa oltre il 60% dei matrimoni. Tra questi: Rodengo Saiano (76,7% di matrimoni con rito religioso), Orzinuovi (72,7%), Lumezzane (71,7%), Leno (70%), Ospitaletto (64,3%) e Chiari (60,9%).
Elio Montanari

Comune Popolazione Rito
religioso
Rito
civile
Totale Matrimoni per
1000 abitanti
Gussago 16.786 15 31 46 2,7

Fonte: Giornale di Brescia

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