La Piazza di Gussago intorno all’anno 1950

Piazza Vittorio Veneto, anni '50

La piazza, intitolata alla città della vittoria, Vittorio Veneto, era tutta qui. A sinistra guardando la parrocchiale vi era il monumento ai caduti, quello contraddistinto dal grande portale ad arco con la scritta in circolo “Gussago ai suoi figli Caduti e Dispersi consacra”, un po’ più a nord e centrale rispetto alla posizione dell’attuale; sulla destra, tra le piante il chiosco della Della Fiore “Maréna” (ex Casello della tramvia dismessa nel 1952) dove si potevano prendere alcune leccornie quali: dolciumi e caramelle in genere, le “stringhe” lunghe od arrotolate di pseudo liquirizia, in particolare la “mitica” stecca di liquirizia (surrogato, non era per nulla tutta liquirizia) ed un limone per divertirsi a gustare il senso del dolce – acido, mentre in stagione autunno – invernale si “optava” per una bustina di farina di castagne (farina dè bilìne) e sempre la stecca di liquirizia (canèta dè züc), forse una coreana (bioches, ora) e magari una pesca (èn pèrsec) non fresca di campagna ma, quella composta da due mezze pesche di pasta da forno, colorate di rosso e tenute unite da un po’ di marmellata. Io che per alcuni anni ho aiutato la signora Della Fiore, per tutti la Maréna, a servire al banco venivo compensato, ogni tanto, quale mancia con una di queste due metà, …”l’altra metà un’ altra … volta”. Quando? …la stò ancora attendendo, ma sono trascorsi, ormai, circa 54 anni.

Ma veniamo ancora alla foto, in particolare alla torre campanaria, “La tor”: ancora attende di essere rivestita di marmo, Botticino classico, come progettato dall’Architetto Albertini, negli anni Trenta del Novecento, e si dovrà aspettare gli anni Ottanta, quando giungerà una ditta Bolzanina ad eseguire il rivestimento metallico della sommità a cupola, nel rispetto dell’architettura originaria con modanature per non snaturarrne l’aspetto armonico, facendolo e rifacendolo poichè non soddisfacente all’occhio.
Sarebbe bello che qualcuno pubblicasse la foto (immaginaria) della torre come da progetto dell’Albertini, visto che poi si decise per l’intonacatura in luogo del Botticino.

Fonte: Achille Giovanni Piardi

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