Lavatoio di via Follo

Il lavatoio di via Follo

Scorcio del “Lavatoio” di via Follo a Gussago, innanzi al Löc de la begia.

L’attuale posizione del lavatoio non è quella originaria. In origine, infatti, si trovava posizionato almeno 15 metri più a sud di via del Follo (da luogo dedito alla follatura dei tessuti: un’operazione che fa parte del processo di finissaggio dei tessuti di lana, e che consiste nel compattare il tessuto attraverso l’infeltrimento, per renderlo compatto e in alcuni casi impermeabile) quasi a dire come fondale che si presentava al passante pedone che, dalle Quattro strade, percorreva in senso ovest l’attuale Via Angelo Inganni onde recarsi al Meano ed al Vicolo Palazzina, un tempo sede del ricordato Albergo Patria (Gozio e Franzoni) ed anche, ma assai dopo, alla tipica ed omonima trattoria Palazzina posta al centro del nucleo più antico, un osteria con cucina con annessi alloggi condotta lungamente anche da Enrico Piardi detto Muì con la sua Giulietta Zanotti, entrambi di Navezze.

Per ricavare un accesso carraio al posto della muraglia cui era addossato il lavatoio si rese necessario lo spostamento a monte lungo la bucolica via Follo interamente percorsa dal gorgheggiante fosso a cielo aperto con acqua che nel suo cammino aveva già servito alcune proprietà e campi con intenti irrigui. Una volta alimentato il lavatoio e superatolo il corso d’acqua continuava, visibilmente riscontrabile, per S.Liberata, Meano giungendo sulla Via Marconi, ma ormai siamo in frazione Piazza e parte seguendo verso ovest sino alla discesa per il cimitero, camminando ai piedi della bella muraglia dotata sulla sommità di una lunga serie di colonnette.

Fonte: Achille Giovanni Piardi

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