Löc de la Bègia, il Comune resta alla finestra

Löc de la begia
Löc de la begia

Quale sarà il futuro del Löc de la Bègia? Al momento ci sono due certezze: la splendida dimora quattrocentesca di Gussago, appartenuta al casato Averoldi, è in vendita. E costa due milioni e 380 mila euro. La mirabile costruzione di via Inganni – spesso utilizzata come location per feste e ricevimenti estivi – ha ospitato fino a pochi anni fa spettacoli musicali e teatrali, ma anche eventi legati alle associazioni locali o al Comune, tra cui il «Viaggio nelle vigne e nei sapori». Tanto che si stava configurando come una delle sedi del Museo del Gusto, progetto rimasto per ora nel cassetto.

Ora che il Löc della Bègia sta passando di mano, il sindaco Bruno Marchina si augura una cosa sola: «Speriamo che i nuovi proprietari abbiano una visione aperta così da consentire la fruizione pubblica dell’edificio». Il Comune non può fare di più. «Potenzialmente l’interesse è molto alto – spiega Marchina -, ma mancano i soldi. E se anche ci fossero, non potremmo spenderli per allargare il nostro patrimonio edilizio. Senza contare che l’edificio avrebbe necessità di una messa a punto strutturale per continuare ad avere una destinazione pubblica». La copertura e i muri della dimora «non versano in condizioni di degrado – precisa il primo cittadino di Gussago -, ma è chiusa da parecchi anni, e recentemente è stato utilizzato esclusivamente lo spazio esterno». Il Löc de la Bègia non potrà comunque cambiare destinazione. «É un bene tutelato sotto tutti i punti di vista – conclude Marchina – e qualsiasi intervento di restauro va autorizzato dalla Sovrintendenza».

Secondo alcune testimonianze storiche, il Löc de la Bègia fu teatro nel 1421 della famosa «Congiura di Gussago». Più di 5 secoli dopo, lo storico Fausto Lechi nella sua opera «Le dimore Bresciane» (1973-1983) descrisse la dimora della famiglia Averoldi come «una delle più interessanti case del nostro Quattrocento». Ed è sempre Lechi a spiegare il termine «Bègia», che altro non è se non la corruzione dell’aggettivo Vègia, vecchia, per distinguerla dalla casa più recente acquistata dagli Averoldi, che si trova di fronte. La dimora è suddivisa su tre livelli di circa 350 metri quadrati più 100 metri quadrati di loggia per piano, una barchessa, altri 400 metri quadrati un tempo destinati ai custodi, e infine un giardino-vigneto di 4300 metri quadrati. All’interno, le stanze presentano tracce di eleganti affreschi e raffinate tavole lignee sul soffitto.
Cinzia Reboni

Fonte: Bresciaoggi

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