Marco Moreschi “MasterChef è solo l’inizio, avanti con gusto”

Marco Moreschi

«Se sei incerto, tieni aperto. È questo motto, ispirato al mondo dei motori, ad aver guidato il mio atteggiamento durante il percorso di MasterChef, spingendomi sempre ad osare». Marco Moreschi, poliedrico imprenditore gussaghese, ha affrontato così la sua avventura televisiva ai fornelli, facendosi orientare dalla passione per il rally, sport che pratica abitualmente.

L’ideazione di un piatto con gli ingredienti di una ricetta dello chef stellato Heinz Beck ha interrotto la corsa di Marco verso il titolo, nella puntata in onda l’altra sera, obbligandolo a restituire il grembiule. Il bresciano si è piazzato sedicesimo, una posizione che appare penalizzante tenuto conto del livello dalle sue prestazioni nelle settimane trascorse nella masterclass. L’«uscita di pista» causa rammarico tra i sostenitori di Moreschi, a giudicare dai commenti dei follower sui social e dalle recenti iniziative dei fan, che all’oratorio di Sale di Gussago stavano cominciando a strutturare un tifo organizzato, attraverso visioni collettive delle messe in onda dello show. Una nota positiva per i telespettatori delusi arriva, peraltro, direttamente dalle parole dell’aspirante chef, che non demorde e pensa già a nuove sfide: «Vorrei “cucirmi addosso” il grembiule di MasterChef, sto riflettendo sul modo migliore per portare avanti la mia passione, anche a livello imprenditoriale».

Marco, in che termini desideri avvicinarti al settore del food?
Le idee sono tante, ancora tutte in fase di studio: diciamo che vorrei incanalare la mia voglia di rivincita in qualcosa di concreto. Per adesso, però, non penso all’ipotesi di aprire un locale, piuttosto vorrei sperimentare l’esperienza di chef a domicilio. Di recente ho conosciuto Lucia Giorgi (quinta nella scorsa edizione di MasterChef, che proprio da oggi proporrà, ogni sabato per 9 settimane, una serie di cooking show da FiorFood, nel supermercato Coop del centro commerciale Elnòs, ndr) che stimo molto, sarebbe bello immaginare qualcosa insieme. Un’altra strada che ho intenzione di solcare è quella degli abbinamenti tra cibo e vino, dato che ho quasi terminato il percorso e gli esami per diventare sommelier.

Come ti spieghi l’esito dell’ultima puntata del talent?
La mia specialità sono le carni, quindi l’eliminazione avvenuta cucinando un pesce, per di più al cospetto di uno chef pluristellato come Beck, è stata più accettabile del previsto. Unico rammarico, il fatto che il mio piatto possa essere sembrato «strampalato», perché, al contrario, mi sono ispirato a una ricetta dello chef cagliaritano Luigi Pomata. Il verdetto è giunto abbastanza inatteso, ma riflettendo mi sono accorto d’aver cucinato portando con me alcune insicurezze dovute ai Pressure Test disputati nelle puntate precedenti. Non ero totalmente sereno, come quando durante un rally, dopo una curva sbagliata, si tende a rallentare. La mia indole è diversa, ma l’emozione ha preso il sopravvento.

Come hai vissuto il rapporto con la tua immagine televisiva?
Desideravo entrare nel gruppo dei 20 concorrenti: è stato un traguardo. La più grande soddisfazione è giunta sentendo gli amici dire che sullo schermo è passato «il vero Marco». Forse nella vita sono più autoironico. Di certo in tv si sono visti solo alcuni minuti di un’esperienza reale lunga, totalizzante e molto impegnativa.
Paolo Fossati

Fonte: Giornale di Brescia

Moreschi: “Non ho rimpianti. E ora ho l’esame da sommelier”

Heinz Beck? «Ho massimo rispetto per lui, anche se sono stato eliminato andrei volentieri al suo ristorante». Marco Moreschi la prende, come sempre, senza drammi: è il lato bello della brescianità, e del suo carattere. L’avventura a MasterChef dell’imprenditore di Gussago è finita giovedì sera, a causa di un guazzetto di pesce.

«Peccato, perché l’idea c’era secondo me: mi ero ispirato a un piatto dello chef Luigi Pomata di Cagliari, solo che al posto del rombo c’era il pesce San Pietro – racconta Marco, anche pilota di rally – inoltre non avevo avuto particolari avvisaglie o rimproveri da parte dei giudici nelle settimane precedenti. Anzi, i riscontri erano stati buoni, a partire da quelli raccolti durante le prove esterne. Purtroppo la critica iniziale di Bruno Barbieri ha incanalato il giudizio complessivo».

Amarezza a parte, il bilancio è ampiamente positivo: «È stata una bella opportunità, sia a livello televisivo che umano. Quest’anno si è formato un gruppo di concorrenti molto affiatato, forse con l’unica eccezione di Mariangela come si vede anche nelle puntate: ci sentiamo costantemente e abbiamo anche un gruppo su WhatsApp. Nei giorni prima di Capodanno Giulia ci ha addirittura invitati a casa sua, nelle Marche, e così ci siamo potuti ritrovare – spiega con partecipazione il franciacortino Marco Moreschi -. Tra tutti conservo un ottimo rapporto soprattutto con Alain, avendo condiviso l’esperienza del Pressure Test».

Intanto Marco si gode gli impegni istituzionali – la partecipazione a Voiello Master of Pasta e un’esilarante intervista doppia con se stesso, commiato alla trasmissione di Sky -, ma anche le partecipazioni in divenire: «Giovedì prossimo, ad esempio, seguirò la puntata in diretta con Marco Vandoni (eliminato insieme a lui) nel centro Ford di Milano.Una serata che sarà presentata da Fabio Caressa e in cui proporrò anche una ricetta».

E il futuro? «MasterChef è stata una sfida in primo luogo con me stesso. Non sono certo tra quelli che hanno partecipato per cambiare vita, anche se quel grembiule addosso mi è piaciuto. Chissà, magari qualche esperienza come cuoco a domicilio, oppure a presentare ricette, ruolo in cui mi sono trovato benissimo. Senza dimenticare il gusto per l’abbinamento enologico: proprio lunedì ho l’esame orale da sommelier!».
Jacopo Manessi

Fonte: Bresciaoggi

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