Il maresciallo La Prova lascia l’Arma dopo 43 anni

Sergio La Prova

Gussago: il comandante della stazione dei carabinieri del paese da oggi in pensione.

Venerdì ha compiuto 60 anni. Quarantatrè dei quali li ha passati nell’Arma. E per il luogotenente Sergio La Prova venerdì è stato l’ultimo giorno alla guida della stazione carabinieri di Gussago, dal momento che il militare ha raggiunto la meritata pensione (o congedo come si dovrebbe dire). Dei 43 anni con la divisa cucita sulla pelle il luogotenente ne ha passati oltre 34 svolgendo il difficile incarico di comandante di stazione. Un vero record. Così come quello di esser entrato nell’Arma a soli 17 anni, dopo aver presentato domanda – con il consenso dei genitori – a 16 e mezzo. Un curriculum prestigioso il suo. Dopo la scuola allievi e gli anni nel Reggimento dei carabinieri a cavallo, i due anni allo Stato maggiore dell’esercito a Roma, la scuola sottoufficiali a Velletri e i tre anni come vicebrigadiere al Nucleo operativo Radiomobile di Chiari, a soli 25 anni era alla guida dei militari di Pralboino. Nella Bassa ha trascorso otto anni, per passare poi a Roncadelle dov’è rimasto fino al 1995. Anno che ha segnato il suo trasferimento a Gussago, dove ormai è diventato un’istituzione. A luglio infatti scatterebbero i vent’anni di comando.

«Ho amato molto il mio lavoro – racconta – e ho dedicato molto tempo all’Arma, notte e giorno, sottraendolo però alla mia famiglia. Ora vorrei dedicarmi solo a mia moglie e ai miei due figli, che in tutti questi anni mi sono sempre stati vicini e non si sono lamentati, anzi, mi hanno sempre sostenuto». Del suo incarico ha sempre amato il contatto con le persone, il poterle ascoltare e aiutare, anche se non nasconde che alcune vicende lo hanno profondamente colpito. «Mi fece molta impressione il caso della nipote che a Brione uccise lo zio a martellate». Più di recente il comandante La Prova è stato il primo ad intervenire quando una ragazza chiamò per confessare di aver ucciso la sua convivente. Storie tristi, ormai alle spalle. Da domani auguriamo al «maresciallo» di godersi oltre alla famiglia pure la mountain bike e la caccia.
Daniela Zorat

Fonte: Giornale di Brescia

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