Una maxi-torre magazzino per Rubinetterie Bresciane

Rubinetterie Bresciane Bonomi

Le Rubinetterie Bresciane investono nella logistica: a Gussago entro la prossima estate sorgerà una «torre» di venti metri fuori terra (per render meglio l’idea alta quindi come una casa di sette piani), tre interrati, lunga 66 metri e larga 25 all’interno della quale troverà posto il magazzino. Obiettivo recupero di spazi all’interno dello stabilimento e recupero di efficienza logistica.

Nelle torri come la Pallata, al tempo dei Comuni, si mettevano i quattrini delle casse municipali: oggi la verticalità è la caratteristica dei magazzini più moderni (che sotto altra forma custodiscono pur sempre denaro), risultato di quanto in questi anni l’elettronica, la meccanica e l’informatica stanno mettendo a disposizione delle imprese. Esempi in provincia ce ne sono: Cembre ha un’automazione del magazzino efficientissima in rapporto soprattutto alla quantità di referenze da custodire, prelevare e distribuire; Tavina ne ha presentato uno recente; Yokohama, apripista molti anni fa, dimostrò che con la tecnologia rfid poteva esser applicata al picking dei magazzini di pneumatici; in dimensioni più ridotte l’automazione del magazzino è stata applicata anche nella farmacia Bravi.

Ora sta per arrivare quello delle Rubinetterie della famiglia di Carlo e Aldo Bonomi che consentirà di recuperare 4000 metri di capannone da destinare alla produzione, ottimizzare lo stoccaggio dei semilavorati che verranno immagazzinati – e prelevati – da carrelli laser teleguidati. Investimento funzionale alla riduzione dei costi, all’ottimizzazione degli spazi ed al controllo in tempo reale di cosa c’è e cosa manca. Investimento tra otto e dieci milioni di euro a soli quattro anni dall’inaugurazione dello stabilimento di Gussago dove però le rubinetterie lavorano dal 2011.

Investimento anche alla Valpres di Marcheno (società del gruppo) dove – dopo aver acquisito un immobile attiguo – sarà realizzato un ampliamento di 4000 metri all’interno del quale troverà spazio un magazzino per i semilavorati e il prodotto finito: stima dei lavori cinque milioni di euro. L’esercizio 2017 per il gruppo di Aldo e Carlo Bonomi è previsto in crescita.
Camillo Facchini

Fonte: Giornale di Brescia

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