
Il mercato del lavoro nel Bresciano frena. Le difficoltà delle aziende, che devono destreggiarsi tra i rincari del costo dell’energia e delle materie prime, che portano incertezza, si riflettono anche sull’andamento delle nuove assunzioni e delle cessazioni di rapporti di lavoro: secondo i dati pubblicati sull’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro che fa capo al Broletto (raccoglie e rielabora i dati di tipo legislativo-amministrativo estratti dalla banca dati dei Centri per l’Impiego della Provincia), il terzo trimestre 2022 ha fatto segnare una dinamica negativa per 890 unità. A fronte di 58.004 nuovi contratti di lavoro, quelli arrivati a termine sono stati 58.894. In confronto allo stesso periodo del 2021, le cessazioni rimangono stabili (erano 59.160), ma calano gli avviamenti, che tra luglio e settembre dello scorso anno erano a quota 63.100, con un saldo positivo per 3.940 contratti.
A livello provinciale, a soffrire di più è l’industria, che – nel terzo trimestre – a fronte di 13.369 nuovi contratti vede 15.452 rapporti giunti al termine (-2.056; erano negativi per 40 unità nel pari periodo 2021); le costruzioni registrano un saldo negativo per 149 unità, mentre «resistono» l’agricoltura, che mostra un saldo positivo di 343 contratti e i settori del commercio e dei servizi, che (complice anche la grande richiesta di lavoratori stagionali) vede 35.658 avviamenti e 34.668 cessazioni, con una bilancia positiva per quasi mille unità. I dati del terzo trimestre dell’anno sono in peggioramento anche rispetto ai due trimestri precedenti: il periodo aprile-giugno era andato in archivio con un saldo positivo per 1.086 unità (ma in forte rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2021, positivo per 6.461: -83,2%), mentre tra gennaio e marzo i nuovi contratti erano stati oltre 11 mila in più rispetto ai rapporti terminati, con una flessione più leggera (-10,9%) anno su anno. Rimane comunque positivo il saldo del 2022, proprio grazie all’apporto del primo trimestre.
Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, tra luglio e settembre è negativo il saldo per i contratti a tempo indeterminato (11.024 nuovi contro 13.092 terminati, -2.068), così come quelli per somministrazione (-2.270), mentre è positivo il saldo per i contratti a tempo determinato (36.020 avviamenti contro 33.429 cessazioni., +2.591). Guardando alle altre province lombarde, il saldo tra avviamenti e cessazioni è negativo solo per Mantova (-802) e Sondrio (-536), mentre gli altri territori mostrano tutti il segno più (Milano +6.979, Bergamo +1.348), con l’intera Regione che sale di oltre 10 mila unità. Scendendo a livello comunale, sono più della metà (116) i Comuni della provincia che mostrano un saldo negativo: a soffrire di più, in direzione contraria rispetto al secondo trimestre, sono le realtà che si affacciano sul lago di Garda, con Sirmione (-276), Manerba (-215) e Padenghe (-151) che guidano i Comuni che hanno perso più contratti rispetto a quelli nuovi. Chiudono in negativo in tripla cifra anche San Felice, Toscolano Maderno, Limone, Moniga, Gardone Riviera, Lonato, Ponte di Legno, Salò e Gargnano. Il capoluogo invece inverte la tendenza rispetto al trimestre precedente, guidando la classifica dei Comuni con il saldo maggiormente positivo (800 avviamenti in più rispetto alle cessazioni: 12.233 contro 11.433), seguito da Leno (175) e Orzinuovi (144), che con Trenzano e Montichiari sono gli unici ad andare in tripla cifra. Chiudono la top ten Gussago, Remedello, Breno, Rezzato e Palazzolo.
Manuel Venturi
Andamento del mercato del lavoro a Gussago nel terzo trimestre 2022:
- avviamenti: 781
- cessazioni: 683
- saldo: +98
Fonte: Bresciaoggi