Per la miniera in Val Volpera ipotesi apertura a scopo didattico

Miniera Val Volpera

Una pettinata, il saluto a volpi e cinghiali che popolano la sua vallata e Isacco Gatta, il «re petroliere» della val Volpera, come ormai lo chiamano in paese, è sceso a valle per un incontro diplomatico con il sindaco Coccoli. I sassi bituminosi e l’antro che si spalanca al cielo con la voracità della bocca dell’inferno e i macigni malfermi, che oscillano come vecchi denti di una creatura millenaria, sono stati al centro dell’incontro. Il sindaco ha accettato l’invito a raggiungere nei prossimi giorni la miniera, con la scorta del Gruppo sentieri. E sull’orlo del precipizio sarà possibile parlare del futuro. Della messa in sicurezza dell’accesso. E chissà, dell’emirato gussaghese.

Pur non accantonando affatto l’idea di ricavare petrolio, attraverso le nuove tecniche di idroscissione degli idrocarburi dalla pietra, Gatta, ex minatore di Bovegno, ora proprietario del terreno ove si apre la miniera, intende rendere partecipi i concittadini dell’orgoglio del pozzo. I bitumi esistono davvero. E quando scendi con la corda ti sembra di fare lo speleologo in una scatoletta di tonno. Milioni di pesci morti maturarono in sacche più profonde, trasformandosi in idrocarburi.

«La miniera si sviluppa inizialmente in verticale – ha spiegato Pierluigi Franzoni del Gruppo sentieri – per circa 20 metri. Quindi lo scavo prosegue in orizzontale per quasi 30 metri. Ad un certo punto si incontra un laghetto artificiale di circa 6 metri. Sul fondo si trovano le rocce nerastre intrise di bitume. Non abbiamo fotografie della miniera in attività, se qualcuno le avesse ci farebbe piacere se volesse condividerle con la comunità». Lo scavo profondo serviva un tempo per stabilire la percentuale di idrocarburi per poi procedere con le trivellazioni o per accontentarsi dei bitumi per le asfaltature. Ma per vicissitudini pre e post belliche tutto fu dimenticato. Pur procedendo con i propri progetti il «re della Val Volpera» vorrebbe aprire il proprio parco ai curiosi e alle scuole. E cerca una convergenza con il sindaco e i volontari: il primo passo è fatto.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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