Molino Peroni, iniziati lavori per abbattere le parti pericolanti

Molino Peroni lavori 2015

Demolitori al lavoro, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza del vecchio Molino Peroni. L’intervento punta a rimuovere il terzo piano dell’ampia e articolata struttura dei primi anni Trenta (che s’affaccia su via IV Novembre, strada principale del paese) e pericolante dopo 20 anni di incuria e indebolita strutturalmente dalle copiose piogge di quest’estate, piogge che hanno causato il collasso della copertura e la caduta interna del tetto e delle solette. L’abbattimento dell’ultimo piano consentirà dimettere in sicurezza la struttura, evitando che la parte più esposta del muro possa crollare. La situazione a partire dal secondo piano mostra invece compattezza, pur in mancanza del tetto. Le operazioni, in corso di svolgimento, seguono l’ordinanza emessa, a fine agosto, dal Comune nei confronti dei proprietari del Molino Peroni. Subito dopo il crollo erano intervenuti sul posto i tecnici dei Vigili del fuoco di Brescia, che avevano valutato attentamente la situazione.

«Il mulino necessita di un intervento, anche se non sussistessero altri pericoli di crollo – spiegano dal Comune -, questo per mettere in sicurezza la zona». Ieri sono iniziati i lavori. Una macchina escavatrice dal lungo braccio ha iniziato la lenta e cadenzata demolizione dell’ultimo piano e l’abbattimento dei balconi, per ristabilire il baricentro e per scongiurare altri pericoli di crollo della struttura. Struttura costruita nel 1934 da Giuseppe Peroni, originario di San Vigilio e appartenente a una famiglia di mugnai. Peroni decise di costruire – prima in via Stretta, dunque in via Diaz e poi definitivamente in via IV Novembre -, quello che è da annoverare come uno dei primi mulini elettrici e meccanici, con laminatoio a rulli, dell’intera zona. Le imponenti strumentazioni, all’avanguardia per quel periodo, permettevano al Molino di lavorare quantità ragguardevoli di frumento, cereali, mais e segale, ridotti, in tempi rapidi, a farina destinata alla produzione di pane e venduta a privati e ai commercianti. Fu inoltre una tra le prime realtà al mondo a produrre la polenta precotta. Dopo un periodo fiorente, negli anni Novanta l’attività fallisce e la costruzione cade in disuso. Unico abitante, fino a poco più di tre anni fa, era stato Eugenio Peroni, figlio primogenito del fondatore del Molino, che viveva in alcune stanze dell’edificio, profondamente legato alla storia del mulino e ai ricordi d’infanzia. Ora del Molino Peroni rimane solo la memoria. Incerto, invece, il futuro dell’area nel suo complesso, che pare essere al centro di un contenzioso legale.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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