Ipsia Moretto, invenzioni per il sociale

Nicola Marchina
Nicola Marchina con il “Mulino magico”

Un dispositivo destinato alla cooperativa Nikolajewka e un gioco per i bimbi del Nava: le applicazioni realizzate dagli studenti dell’Ipsia sono state messe a disposizione della città.

Un dispositivo da donare alla cooperativa sociale «Nikolaje- wka», un gioco da regalare ai bambini dell’asilo nido «Nava» di Gussago: non tutto ciò che è oggetto d’esame finisce nel cassetto della scrivania. Ci sono cose, come quelle costruite nei laboratori di elettronica e meccanica dell’Ipsia «Moretto», che possono avere vita propria anche dopo gli esami di stato dei loro ideatori. E così accadrà per alcune delle «invenzioni» che gli studenti del «Moretto» presentano in questi giorni alle commissioni d’esame.

Così accadrà per l’applicazione realizzata da Nicolò Becchetti e Davide Paderno, studenti del corso di elettronica, considerati «due punte di diamante» del corso dal professor Gian Angelo Burlotti. «Il dispositivo è costruito a partire da una bilancia e poi adattato per essere inserito all’interno di una pallina da tennis morbida» spiegano i due giovani, chiarendo che le quattro celle di carico inserite nella pallina misurano la forza della compressione attuata dalla mano. L’applicazione è poi collegata ad un software che permette di selezionare delle immagini a seconda della forza utilizzata per comprimere la pallina: in questo modo anche chi eserciterà sulla pallina una forza molto bassa, come potrebbe accadere ad un disabile, otterrà comunque una risposta dal software. L’idea nasce, nei due studenti, grazie alla collaborazione con il professore Enrico Bertanza, da tempo impegnato come volontario proprio in attività che coinvolgono persone disabili. Ecco dunque la progettazione di un dispositivo che è solo utile all’esame, ma che può anche avere utilità sociale. Alla stessa stregua anche il «mulino parlante» realizzato da Nicola Marchina, che sarà offerto in dono ai bambini dell’asilo «Nava» e che li stupirà con l’illuminazione casuale dei suoi led e con il vorticare delle sue pale.  Ciò che si costruisce all’Ipsia Moretto non è, però, soltanto visibile nei progetti degli studenti. Sono soprattutto le storie dei giovani, le loro vite, ad essere il miglior argomento d’esame.

Federica Pizzuto

Fonte: Bresciaoggi

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