La morte di Giuseppe Antonelli? Un terribile incidente

Giuseppe Antonelli

Adesso anche l’ultimo tassello di un mosaico incompleto è stato collocato e ha introdotto una certezza: attorno alla morte di un 51enne di Gussago avvenuta lo scorso anno non ci sono particolari misteri. E di certo a causarla non è stato un omicidio. Parliamo del caso di Giuseppe Antonelli, un imbianchino di cui si erano perse le tracce dopo aver rifiutato il ricovero in seguito a una visita nel Pronto soccorso della clinica «Sant’Anna» di Brescia. Ci era passato nella mattinata dello scorso 28 luglio, e una volta uscito dall’ospedale, non proprio in buone condizioni, era svanito. I familiari avevano presentato una denuncia di scomparsa che aveva fatto scattare le ricerche: giorni frenetici di perlustrazioni sul terreno e anche con l’elicottero nell’area che l’unità di crisi della Prefettura aveva individuato come realisticamente raggiungibile da parte di una persona non in ottime condizioni e che si muoveva a piedi. Giorni inutili, però: l’attività di ricerca era stata sospesa dopo una decina di giorni a causa della mancanza di riscontri, e i parenti hanno dovuto accettare il fatto che del loro caro non si trovasse traccia.

Poi, inaspettato, c’è stato il ritrovamento fortuito di alcune ossa, di un portafogli, di brandelli di vestiti e di una scarpa: erano in un campo di mais nella località Barco di Gussago e la scoperta è avvenuta il 4 ottobre scorso. Pochi i dubbi sull’identità, perché il campo era a poche centinaia di metri dall’area battuta per giorni dai soccorritori e perché la scarpa era stata immediatamente riconosciuta dai parenti di Antonelli. Ma come era morto? Ora c’è finalmente un punto fermo. L’indagine medico legale disposta dalla magistratura ha escluso che Antonelli sia stato vittima di un’azione criminale. E la procura ha chiesto l’archiviazione. A questo punto non rimane che accettare una dinamica triste quando incredibile del decesso di un uomo che, in condizioni di salute compromesse, senza soldi, cibo e acqua in quei giorni particolarmente caldi di fine luglio, ha probabilmente perso conoscenza nel campo di mais dove è stato ritrovato, e nascosto alla vista dagli alti steli sia finito tra gli ingranaggi della mietitrebbia arrivata per raccogliere il cereale. Questo spiegherebbe le poche ossa ritrovate sul posto e marchiate da strane incisioni e i brandelli dei vestiti. Semplice, e terribile. Ma almeno la storia si è chiusa, possono spegnersi i riflettori e i parenti possono metabolizzare il lutto sapendo che tutti i dettagli della tragedia sono ormai definiti.
Mario Leombruno

Fonte: Bresciaoggi

RESTA SEMPRE AGGIORNATO CON LE NOSTRE NOTIZIE!

- iscriviti alle Newsletter di Gussago News per ricevere quotidianamente via email notizie, eventi e/o necrologi
- segui la pagina Facebook di Gussago News (clicca “Mi piace” o “Segui”)
- segui il canale Telegram di Gussago News