Noi commessi dell’anno? Sogno stupendo

Simona Orizio commessa novembre 2019

Un mare di emozioni. «Commessi dell’anno» non è stato solo un impegnativo divertimento per le donne e gli uomini che sono al top delle rispettive classifiche: è stata un’affermazione personale, sociale, affettiva, un’iniezione di autostima, una conferma delle proprie scelte e di ciò che si è. Lo sostengono concordi i nostri commessi in vetta, che si preparano al rush finale, magari anche con qualche asso nella manica che potrebbe produrre ribaltoni dell’ultim’ora. Tanti gli aspetti che sono piaciuti di un contest iniziato per tutti loro quasi per caso ma poi… : «La febbre è dilagata, in molti sono arrivati ad investire cifre importanti per comprare i giornali – valuta l’attuale regina, Onorina Formenti che ammette: – noi donne però abbiamo esagerato. Dovevamo fare come gli uomini e stare su numeri più bassi, ma alla fine credo che sia stato un buon investimento». Del resto la classifica divisa per generi lo ha dimostrato, almeno fino ad ora: a parità di posizione i punti femminili sono quasi il triplo di quelli maschili. «Faccio questo lavoro da 45 anni – continua Fomenti, commessa al negozio Vestigia di Toscolano – e mai mi sarei aspettata di ricevere così tante attenzioni: mi hanno fatta sentire importante». È questo il punto di forza di «Commessi dell’anno»: esser stata una modalità di valutazione del proprio mondo interiore e relazionale. Lo ripete Massimo Zito, della gelateria «Pecora Nera» di Botticino, da poco approdato a questo mestiere dopo aver lasciato «un posto sicuro dopo 21 anni – ricorda -. È stato un po’ un salto nel buio e dall’iniziativa di Bresciaoggi ho avuto la conferma che ho fatto bene: sono stato ricompensato: ho avuto davvero soddisfazioni inaspettate». Zito è in testa alla classifica maschile, ci tiene al podio ma è convinto «che la vittoria principale è già arrivata, grazie al sorprendente affetto che mi hanno manifestato titolari, clienti, coinquilini, amici: questo mi ha fatto capire che riesco a farmi amare dalla gente come io amo stare in mezzo alla gente. Il giorno in cui mi sono commosso è stato quando i bimbi di Botticino mi hanno portato un disegno con scritto ‘Massimo commesso dell’anno’». Zito è però tampinato dal suo omonimo Gatti, di Salmoiraghi Viganò a Elnos, che adesso vuole «proprio vincere, la vivo quasi come una sfida a due – ammette -. Mi sono divertito molto e all’inizio anche molto sorpreso: mi sono ritrovato secondo dopo la prima tranche e da lì ho scoperto che familiari e amici mi avevano votato. A quel punto ero in ballo e non mi sono tirato indietro: è stata anche una fatica star dietro a tutte le consegne di tagliandi da ritirare!». «Chi partecipa vuole vincere – è anche il parere di Sabrina Bertasi, de L’officina dei poeti di Moniga – anche se, comunque vada, sono già contentissima, non me l’aspettavo assolutamente; evidentemente qualche cosa di buono nella vita riesco a farlo pure io…». L’adrenalina della competizione scorre anche nel sangue di Grazia Bonometti, di Skiz abbigliamento di Desenzano: «Commessi dell’anno da gioco si è trasformato in sfida, con me stessa e con chi è sopra di me in classifica. La mia famiglia, i miei clienti, tutti hanno partecipato con entusiasmo, al punto che sono pronta a rifarlo!». Chi invece non si è impegnato affatto di suo ma che ha comunque ricevuto tanti voti è Stefano Vitale, dell’Esselunga della Volta: «Non avrei mai pensato che qualche amico potesse fare una cosa del genere e poi diffondere la notizia. Dopo l’intervista a Bresciaoggi i colleghi hanno iniziato a prendermi bonariamente in giro ma anche ad impegnarsi e ovviamente fa piacere veder riconosciuto il proprio impegno».

Anche Simona Orizio, della Forneria Fanelli di Gussago, ha capito di aver già vinto dopo l’intervista pubblicata dal nostro giornale: «Non pensavo ci fosse questo subbuglio in paese, sia al lavoro sia altrove: al Gussago Calcio per esempio, dove ho un posto da dirigente, ogni giorno i genitori dei bambini mi portato tagliandi, così come al bar dove tutto è iniziato». Sì, perché anche per lei a dare il via alle danze è stata una persona amica, che ha aperto i giochi e poi… «grazie ad Adriano, Luisa, Francesca, i miei primi sostenitori: se dovessi vincere il risultato è dedicato a loro; ma ovviamente sono grata a tutte persone che in questi mesi mi hanno fatto vivere ancor più intensamente».

Daniela Balotti di Ecobrico di Sonico dedicherebbe la sua vittoria «in primis a me, mia figlia e al lavoro, che faccio da 12 anni: senza il lavoro non ci sarebbe nulla»; non dimentica naturalmente chi l’ha sostenuta, a partire «da una signora che il primo ottobre mi ha portato due tagliandi e mi ha fatto conoscere da vicino questo contest. Da allora è stato un crescendo di attenzioni e di clienti che si presentano in negozio con copie di Bresciaoggi o con i tagliandi». Anche Cristian Zaina, de «La bottega della carne» di Cedegolo, ha iniziato per caso «una ventina di giorni dopo l’inizio del contest ma poi si è diffusa la voce e sono stato sostenuto da tutto il paese e non solo. Ricevere tanti riconoscimenti mi ha motivato, ho avuto la conferma di essere apprezzato e mi ha fatto venir voglia di vincere». Di paese, sebbene meno lontano dalla città rispetto a Zaina, è anche Luca Franzoni, commesso a «Le meraviglie di Alice di Villa Carcina»: «È stata proprio la titolare Alice a dar il via alla sfida e adesso la voglia di arrivare primo è tanta, anche se sarà dura perché dall’ultima classifica risulta che sono ben staccato dal primo posto». Dalla Valcamonica alla Bassa, dalla città ai laghi, «Commessi dell’anno» ha davvero creato un’onda lunga che ha travolto centinaia di persone, oggi con il fiato in sospeso fino alla proclamazione della commessa e del commesso più amati di Brescia.

Martedì 3 dicembre il tagliando finale da 100 punti

Tutti vogliono vincere: ecco che allora la carta giusta da giocare potrebbe essere quella più «pesante». Quella che vale 100 punti: martedì in prima pagina arriverà il tagliando che vale più di tutti, quello in grado di sparigliare le carte, quello utile a consolidare le proprie posizioni di vertice oppure dare maggiore consistenza al bottino di punti in possesso di chi insegue. Cento punti non sono proprio pochi: il doppio del massimo toccato fino ad ora visto che il tagliando da 50 punti, andato in edicola più volte, era stato quello più prezioso mai pubblicato. E allora sarebbero cento da elencare i motivi per i quali non lasciarsi sfuggire il tagliando di martedì: per ora basterebbe dire che non va lasciato nulla di intentato per provare a diventare «Commessi dell’anno». E visto che pare che qualcuno abbia ancora assi nella manica da giocare, prevedere (magari prenotandole dal proprio edicolante di fiducia) di avere in mano diverse copie di Bresciaoggi martedì mattina può essere un buon modo per chiudere la gara. Sono gli ultimi fuochi d’artificio del nostro contest: e l’augurio non può essere che siano anche i più emozionanti.
Irene Panighetti

Fonte: Bresciaoggi

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