Domenica 9 novembre a Civine si festeggia il patrono “San Girolamo”

Pala altar Maggiore a Civine
Pala altar Maggiore a Civine

Domenica 9 novembre 2014 alle ore 15 sarà celebrata a Civine la Santa Messa Patronale di San Girolamo presieduta da don Franco Rivadossi. Partecipa la Corale Santa Maria Assunta di Gussago. Al termine rituale Processione recando la preziosa statua lignea del Santo patrono e la reliquia di Girolamo, cui seguirà la benedizione finale; a seguire un incontro conviviale per tutti, presso il salone dell’Oratorio “San Giovanni Paolo II”. Il sacro corteo con l‘artistica statua lignea, dei maestri di Val Gardena, del nostro santo patrono e la reliquia del santo eremita, Dottore e Padre della Chiesa, seguirà il seguente percorso: dal Sagrato della Chiesa – immettendosi sulla via Civine per giungere sino alla Santella della Vergine Immacolata, nei pressi della località “Gussarini”, confine comunale. Da qui tornerà al Sagrato della Parrocchiale per la stessa strada.

Liturgicamente la Chiesa “ricorda” San Girolamo, padre e dottore della Chiesa universale, “traduttore” della Bibbia nella cosiddetta Vulgata (perché comprendesse il popolo, come noi la possiamo leggere oggi), nella data del 30 settembre. A Civine tuttavia, da sempre, lo si festeggia quale Patrono della Comunità nella seconda domenica di novembre. Le motivazioni furono dettate dal fatto che la Comunità di boscaioli, forse un nugolo di venti famiglie per circa un centinaio d’abitanti – costituitasi sin dall’Alto Medioevo (secolo X) in Civine e attorno a San Girolamo quale protettore sin dalla meta del secolo XV – fu, tempo addietro, nel periodo d’inizio Autunno sempre impegnata nei lavori della campagna quali, Vendemmia, Vinificazione e Torchiatura delle vinacce con distillazione delle stesse, di cura del castagneto e della raccolta de farinoso frutto del castagno, della Silvicoltura. Impegni che condussero permanentemente ad una posticipata, ma sempre solenne e partecipata celebrazione eucaristica e processionale per le vie della collinare Contrada. “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo” (San Girolamo).

Il Lunedì successivo era d’abitudine, sino agli anni Settanta dello scorso secolo XX, far seguire la celebrazione della FESTA di SAN LUIGI, santo mantovano della gioventù, morto a Roma curando ammalati. San Luigi Gonzaga (Castiglione delle Stiviere, 9 marzo 1568 – Roma, 21 giugno 1591) è stato un religioso italiano gesuita; venerato santo dalla Chiesa cattolica. Nel 1590/91 una serie di malattie infettive uccisero a Roma migliaia di persone. Luigi Gonzaga, insieme a San Camillo de Lellis e ad alcuni confratelli gesuiti, si prodigò intensamente ad assistere i più bisognosi. Luigi, malato da tempo, dovette dedicarsi solo ai casi con nessuna evidenza di contagiosità, ma un giorno, trovato in strada un appestato, se lo caricò in spalla e lo portò in ospedale. Pochi giorni dopo morì, all’età di soli 23 anni. Nel 1926 fu proclamato patrono della gioventù cattolica da papa Pio XI. Può essere che, quanto prima, si torni a far seguire la festa di San Luigi a quella continuativamente mantenuta di San Girolamo (Sophronius Eusebius Hieronymus). Girolamo Dottore della Chiesa ed uno tra i quattro massimi Padri latini (assieme a Sant’Agostino, Sant’Ambrogio e San Gregorio Magno), nacque a Stridone, regione dell’antica Dalmazia dell’Impero romano, attorno al 347. Siamo ai confini con la Pannonia. Di ricca e nobile famiglia cristiana, ricevette un’accurata educazione letteraria che perfezionò a Roma, alla scuola del celebre grammatico Donato. Qui divenne catecumeno e ricevette il Battesimo, impartitogli da papa Liberio (352-366). Girolamo morì a Betlemme nel 420; fu anche un fautore del culto delle reliquie dei santi. Le spoglie di S. Girolamo sono state trasferite in apposita tomba (urna di porfido dell’altare papale) nella patriarcale basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.

I resti di S. Girolamo pervennero alla basilica di S. Maria Maggiore in Roma nel XII secolo e furono riposti all’ingresso dell’Antrum Praesepi; nel 1409 la famiglia Guaschi li fece collocare in un altare appositamente costruito. Nel 1424, per mezzo di un lascito del cardinale Pietro Morosini, le ossa furono riposte in una cassetta d’argento del costo di 100 fiorini. Per la costruzione della cappella Sistina o del SS. Sacramento, in detta chiesa, Sisto V papa fece demolire la precedente, dedicata a S. Girolamo, al cui altare quattrocentesco si veneravano i resti. Secondo una leggenda il canonico Ludovico Cerasola, per evitare un’eventuale loro traslazione alla chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni, li nascose nel pavimento a destra del presbiterio. In seguito il cardinale Domenico Pinelli riesumò la cassa d’argento contenente il corpo di S. Girolamo e la pose sotto la confessione. Rinvenuta la cassetta nel 1747 fu collocata definitivamente all’altare del Papa.
Approfondimento tratto, in parte, dall’opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma» di Giovanni Sicari.

A cura della Parrocchia di San Girolamo di Civine
Fotografia: archivio Achille Giovanni Piardi

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