Nuovo polo commerciale: “Opera assurda e inutile”

Ex Magazzino Comunale

L’affondo del gruppo extraconsiliare della «Sinistra».

A pochi mesi dall’apertura del nuovo centro commerciale di Gussago, che sta sorgendo in zona Caporalino, non si placano le polemiche da parte dei detrattori dell’opera. Alla durissima, sebbene piuttosto tardiva, presa di posizione di Confesercenti, che nelle scorse settimane s’era scagliata, per bocca del suo direttore Alessio Merigo, contro l’ennesimo polo commerciale in provincia, a tutela dei negozianti locali («non ravvisiamo assolutamente la necessità di procedere con tale intervento, sia per ragioni di sostenibilità ambientale e urbanistica, sia per motivi di natura prettamente economica e commerciale»), si aggiungono ora le riflessioni del gruppo extraconsiliare «Sinistra a Gussago». Che nella mattinata di sabato si è radunato nella sede di via Roma per un excursus più di carattere tecnico che politico.

Nel corso dell´incontro s’è discusso dell´opportunità della scelta di vendere un’area pubblica che avrebbe potuto ospitare opere più utili alla comunità, appannaggio d’una struttura che promette sì nuovi posti di lavoro, ma che d’altro canto rischia di cancellarne altri dalle attività commerciali limitrofe. E la cui approvazione denota, sempre secondo l’associazione di sinistra gussaghese, una totale assenza di una visione strategica in prospettiva futura da parte di chi ha fatto della tutela del territorio il proprio cavallo di battaglia in campagna elettorale.

«Dal 2008 – osserva Francesco Raucci, esponente di Sinistra a Gussago – s’è assistito a una peculiare continuità di vedute sulla vendita dell’area al Caporalino, da parte di amministrazioni di diversa ispirazione politica; vorremmo capire se si è mai pensato anche al futuro di Gussago o se vogliamo che il nostro Comune faccia la fine di Roncadelle. Noi fin da principio siamo stati i soli ad opporci concretamente alla costruzione del centro, che fino alla modifica del piano regolatore del 30 ottobre scorso non era prevista, ma le nostre mozioni sono state respinte in toto dal Consiglio. Ora accarezziamo l’idea di un’assemblea pubblica per tastare il polso della cittadinanza».
G.GAR.

Fonte: Bresciaoggi

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