Le opere di Mazzolari nel cuore degli amici

Cesare Mazzolari
Mons. Cesare Mazzolari

A due anni dalla morte del vescovo Cesare. Il ricordo di chi lo ha conosciuto rimane forte, «vivo e vicino».

Sono già passati due anni dalla morte del Vescovo Cesare Mazzolari, un bresciano andato in Africa ad annunciare il Vangelo e ad invocare pace e giustizia per i popoli oppressi dalla guerra, dalla fame, dalle malattie, dalla paura. Era il 16 luglio 2011, la morte lo colse mentre celebrava la messa, supplicando Dio di concedere al suo popolo tempi nuovi e degni d’essere vissuti. Don Cesare era un missionario “Comboniano” partito per annunciare il Vangelo e per stare dalla parte degli ultimi, sicuro che solo andando era possibile portare misericordia e seminare speranza.

Nato a Brescia nel 1937, Cesare si formò alla scuola dei “Comboniani” mettendo la vita di missione al di sopra di ogni aspirazione. Ordinato sacerdote nel 1962 a San Diego (California-USA) dove era a stato mandato per completare la formazione, arricchì il suo bagaglio pastorale lavorando a Cincinnati tra i neri e i messicani che lavoravano nelle miniere. Nel 1981 arrivò in Sudan, nell’Africa più povera, disperata, offesa dalla guerra e dalla malattie, prima nella Diocesi di Tombura-Yambio, poi in quella di Juba, nell’attuale Sud Sudan. Nel 1990 il Papa lo nominò amministratore apostolico della Diocesi di Rumbek e lui, quasi come risposta e ringraziamento, ottenne la liberazione di centocinquanta giovanissimi schiavi (qualcuno disse che “li comprò”, perché quello era l’unico mezzo per liberarli). Il 6 gennaio 1999 Papa Giovanni Paolo II lo ordinò Vescovo e gli chiese di restare tra la gente di Rumbek, per aiutarla nel difficile cammino verso l’autonomia, verso la libertà, soprattutto verso la conoscenza del Vangelo «che tutto può e che tutto e tutti sovviene».

Gli amici di Don Cesare, che ancora lo sentono «vivo e vicino», per ricordare l’anniversario della sua morte, hanno programmato momenti di preghiera e di riflessione. A Gussago, nei giorni scorsi, insieme alla figura e all’opera del Vescovo che unanimemente è riconosciuto come “Padre del Sud Sudan”, è stato ricordato anche il concomitante anniversario dell’indipendenza del Paese e del gemellaggio che il Comune ha stabilito con la missione di Aliap-Bunagok, nel territorio della Diocesi di Rumbek. Martedì a Brescia, nell’anniversario della morte di don Cesare, nella Cappella dei Comboniani (in viale Venezia) è stata celebrata una messa di suffragio. Il 26 e 27 luglio, infine, ad Arco, parte Trentina del Garda, mentre giornalisti e scrittori italiani e tedeschi si confronteranno sul tema “Nord Nord e Sud Sudan”, a tutti sarà offerta la possibilità di conoscere la terra del Vescovo Mazzolari e di partecipare alle iniziative solidali pensate per aiutare l’Associazione che porta il suo nome a sostenere gli impegni.
LU.CO.

Fonte: Bresciaoggi

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