
L’onore dell’apertura toccherà a lui. E il pensiero correrà subito a lei. Uniti, indivisibili. Nella musica, nell’anima. Come sempre. Fabio Armiliato renderà omaggio a Daniela Dessì, alla sua Daniela, in occasione di un evento «che amava tanto». La Festa dell’Opera, che le è stata dedicata a meno di un mese dalla sua morte prematura.
Il tenore ricorderà la soprano, che è stata sua compagna sul palco e nella vita, intervenendo alle 10.45 insieme al sovrintendente, Umberto Angelini. «Dirò due parole», sospira Armiliato, che istintivamente parla del suo amore ancora al presente: «Brescia è la città di adozione di Daniela, qua da tantissimi anni… Ha studiato qui, è cresciuta qui. Io, per lei e grazie a lei, sono diventato prima bresciano, poi gussaghese d’adozione. Brescia e i bresciani hanno dato una grande risposta d’affetto, nel giorno del suo saluto nella cattedrale. Il segno di un legame profondo. Con un gesto bellissimo, un riconoscimento giunto nel momento del dolore più lacerante, la città, il sindaco, il sovrintendente hanno voluto dedicare a Daniela l’edizione di una manifestazione che era nel suo cuore. Daniela aveva partecipato, due anni fa, con una bellissima esibizione davanti al foro».
«Aveva tante idee da suggerire per valorizzare ancora di più gli spazi di questa città, che offre tantissimo. A cominciare, ovviamente, dal Teatro Grande. Questa dedica… le farà senz’altro piacere». Il ricordo di Daniela Dessì è destinato a sopravvivere nelle azioni, oltre che nei pensieri: «Ci siamo ripromessi di fare tante cose, in futuro, per dare un senso ulteriore all’eredità artistica che ha lasciato – svela Armiliato, che sta ricevendo proposte da ogni dove, oltre alle lettere di solidarietà -: Intanto stiamo creando il logo e firmando lo statuto della fondazione che avrà sede a Gussago e in suo onore si preoccuperà di prevenzione delle malattie del colon. L’obiettivo è salvare vite umane e la fondazione sarà presto operativa. La Nazionale Cantanti ha dato la sua disponibilità: ci sono i presupposti per una partita di beneficenza. E si potrà fare qualcosa anche con la ginnastica artistica, con Vanessa Ferrari che alle Olimpiadi di Rio ha scelto le nostre voci per il suo esercizio al corpo libero. Varie le forme d’arte che si possono sposare nel nome della bellezza. Dalla musica allo sport. La cultura così si riempie di significato».
Fonte: Bresciaoggi