Pedrini «Torno estremo, caustico e psichedelico»

L’ex Timoria in concerto «intimo» a Gussago, tra canzoni e poesie e una formazione tutta da testare.
Nuovo disco atteso dopo Natale.

Secondo le prime indiscrezioni sarà un ritorno ai vecchi Timoria. Quelli del 1993 di «Viaggio senza vento», uscita discografica che scosse l’intero substrato delle band italiane dell’epoca. Rock con la voglia di rivalsa, rock di cuore e provincia, la nostra, suonato senza troppi compromessi.
Il nuovo capitolo discografico da solista di Omar Pedrini – in concerto stasera, alle 21, in piazza San Lorenzo di Gussago (ingresso gratuito) porta i geni di quel disco, di quegli anni.

«Ci sto lavorando da parecchio tempo, ora restano da completare alcune parti, poi l’album sarà pronto per novembre, prima di partire
con la nuova stagione di “Pop” su Rai 5 – spiega lo Zio rock -. Il progetto, inutile a dirsi, ha una profonda anima rock, in molti casi portata all’estremo, caustica, psichedelica e hippie da flower power».

L’uscita, seppur ancora non ufficiale, è annunciata dopo il prossimo Natale. Prima però la trasferta d’oltremanica: «A settembre porterò il disco a Londra per il mixaggio finale, negli studi di una casa di produzione portata avanti da un gruppo di ragazzi che ho conosciuto in una galleria di Soho – racconta Omar -.
Le canzoni, peraltro, prendono molto dalla tradizione inglese». In primis dal britrock e dal folk sperimentato pochi giorni fa a Castelvetro Piacentino, con i Modena City Ramblers.«Sono otto anni che non esco con un disco di inediti. Potete immaginare quanta aspettativa, entusiasmo porto con me in questi giorni».Nel concerto di stasera, penultima data bresciana prima di tornare in studio, Pedrini propone un set live inedito, con una nuova formazione. Al suo fianco ci sono stavolta i bresciani Beppe Facchetti, alle percussioni, Carlo Poddighe, alla chitarra, Giancarlo Zucchi, piano e tastiere, e l’immancabile Larry Mancini al basso, una parte dei dieci musicisti intervenuti nelle fasi di registrazione dell’album.
In scaletta le canzoni scritte in 25 anni di carriera, ma anche letture di poesie di Kavafis, Majakoviskij e una selezione di versi di «Acqua d’amore ai fiori gialli», esordio lirico di Pedrini.

Fonte: Giornale di Brescia

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