Petrolio dalle rocce: la febbre dell’oro nero (nel mistero) percorre il paese

Miniera Val Volpera

Sopralluogo per il possibile recupero e sfruttamento di petrolio a Gussago? Secondo indiscrezioni una verifica sarebbe stata condotta, nei giorni scorsi, all’interno dell’antica miniera abbandonata, in Val Volpera, da alcuni non identificati tecnici. Non esiste, però, alcuna conferma ufficiale rispetto a queste indiscrezioni, che rimbalzano nelle ultime ore in paese. Il sindaco, infatti, dichiara di non aver avuto alcuna comunicazione in
merito: «Nessuna società ci ha contattati o ha fatto richiesta al Comune per poter effettuare questo tipo di operazioni che sarebbero,e il condizionale è d’obbligo, avvenute in questi giorni. Indagheremo e cercheremo di trovare delle risposte al più presto» ha dichiarato il primo cittadino, Bruno Marchina, il quale ha però ricordato che in quella miniera, in passato, si era provato ad estrarre bitume dalle rocce.

Una notizia che trova conferma scorrendo le pagine del volume, edito proprio dal Comune di Gussago, nel 2003, dal titolo «Scopriamo Gussago», nel quale si legge che attorno al 1928 una società mineraria aveva iniziato gli scavi nella miniera della Val Volpera, nella quale, è noto da tempo, sono presenti scisti bituminosi ittiolici. I costi di produzione, però, superavano di gran lunga gli utili di realizzo del materiale estratto, che tuttavia dalle analisi dava ottimi risultati con percentuali di bitume tra il 10 e il 13%. In poco tempo l’attività cessò. Il progetto fu poi ripreso nel 1946, con scavi in profondità che permisero di raggiungere in alcuni casi percentuali di bitume attorno al 43%. Anche in questo caso, però, l’impresa ebbe vita breve.

Oggi, qualora le voci fossero confermate, si starebbe, forse, studiando un nuovo tentativo, probabilmente sfruttando la tecnica dell’hydrofracking, messa a punto e perfezionata negli Stati Uniti, dove nel corso del 2011 sono state effettuate esplorazioni estensive di fitte rocce bituminose alla ricerca di idrocarburi. Chiamata anche fratturazione idraulica, questa tecnica sfrutta la pressione del fluido, che genera la frattura dello strato roccioso nel sottosuolo; il processo viene eseguito dopo una trivellazione entro una formazione di roccia contenente idrocarburi, per aumentarne la permeabilità al fine di migliorare la produzione del petrolio o del gas da argille contenuti nel giacimento e incrementarne il tasso di recupero.

La zona della Val Volpera potrebbe nascondere, ritengono alcuni, un vero giacimento di petrolio. Le rocce bituminose che si trovano nei primi strati della miniera (un pozzo verticale) sarebbero il segnale di una presenza importante di questo prezioso fluido in profondità nel sottosuolo. In paese c’è già chi ironizza: «Diventeremo la nuova Dubai». Al bar si scherza, ma chissà che qualcuno, osservando e studiando la miniera della valle, non ci stia pensando davvero.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

Per approfondire:
– volume Scopriamo Gussago

RESTA SEMPRE AGGIORNATO CON LE NOSTRE NOTIZIE!

- iscriviti alle Newsletter di Gussago News per ricevere quotidianamente via email notizie, eventi e/o necrologi
- segui la pagina Facebook di Gussago News (clicca “Mi piace” o “Segui”)
- segui il canale Telegram di Gussago News