Piano per il Diritto allo studio: la scuola rende se risparmia

Municipio di Gussago

Spazio alle questioni ambientali ed energetiche nel piano per il diritto allo studio varato dall’Amministrazione comunale. L’impegno di spesa supera il milione e mezzo.

Il Piano per il Diritto allo studio è stato oggetto di dibattito in consiglio comunale. Proseguirà a pieno ritmo la razionalizzazione dell’uso dei locali scolastici, finalizzata al risparmio energetico: «Si tratta -spiegano in Comune- di ottimizzare l’utilizzo di aule e spazi negli orari relativi alle attività di non insegnamento, individuando solo alcuni settori degli edifici scolastici interessati, in modo da ridurre i volumi soggetti a riscaldamento e illuminazione. Parte degli eventuali risparmi così ottenuti potrà essere destinata al sostegno di attività formative e scolastiche». L’Amministrazione giudica poi particolarmente importante la positiva esperienza dell’unione delle scuole nell’Istituto Comprensivo, strumento in grado di evitare la dispersione scolastica.

Gussago, per il piano di diritto allo studio 2014/2015, spenderà un milione 568 mila euro, dei quali: 1 milione 114 mila per il trasporto, il servizio pre-scuola, la refezione, Pedibus, ausili per alunni disabili, mediazione culturale e linguistica, assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli alunni disabili frequentanti l’istituto comprensivo, la scuola superiore e le scuole paritarie; altri 356 mila per il sostegno alle scuole di infanzia paritarie, per l’acquisto di libri di testo della scuola primaria, per gli assegni di studio e premi di eccellenza; 62 mila euro saranno destinati ad interventi volti ad ampliare ed approfondire l’offerta formativa; infine 35.700 euro sono i fondi da ricondurre in ambito formativo, e riguardano manifestazioni ed interventi che coinvolgono la biblioteca, i servizi sociali, la cultura e lo sport. A fronte di questa spesa è prevista un’entrata di 545 mila euro.

Contrarie le opposizioni ad eccezione della lista «Con Voi» che ha scelto l’astensione al voto in quanto «è il medesimo adottato negli ultimi anni – spiega Damiano Ceretti -, i progetti e le azioni lì contenute le condividiamo. Crediamo sia inaccettabile che sul tema della scuola e di tutti i suoi molteplici aspetti che coinvolgono la comunità, il confronto consiliare, e di conseguenza l’approfondimento, sia limitato a un rituale assolutamente sterile». Lucia Lazzari della Lega Nord denuncia un minor impegno comunale. «Per quanto riguarda la voce servizi scolastici, le entrate previste, cioè la spesa a carico delle famiglie, aumenta di circa 81mila euro e la spesa a carico del Comune di solo 62mila. Per tutti gli altri interventi, sempre nell’ambito dei servizi, l’impegno comunale totale è minore di 28mila euro». Poca trasparenza della macchina amministrativa è invece l’accusa di Mara Rolfi, del Movimento Cinque Stelle. Esempio lampante, a suo dire, è dato dall’aver dovuto votare il piano di studio «che destina circa 380mila euro alla fondazione enti morali – ha spiegato la Rolfi – senza che il presidente in carica sia venuto a relazionare in consiglio»
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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