Pmi Day, cinquemila studenti a scuola dentro le fabbriche

Aldo Bonomi
Aldo Bonomi

È un’occasione molto importante per insistere sulla collaborazione fra scuola e imprese, cominciando fin da ragazzi a far conoscere il nostro mondo che non è mondo separato»: così l’ex vicepresidente nazionale di Confindustria Aldo Bonomi ha commentato sulla visita di quattro classi degli istituti superiori alla sede di Gussago delle Rubinetterie Bresciane di cui è titolare. L’imprenditore, come altri sessantaquattro, ha aperto i suoi cancelli ieri per il Pmi Day che si ripete dal 2010 e che, tra ieri e oggi, vedrà 5mila studenti pronti a scoprire da vicino un posto di lavoro. A organizzare, nell’ambito di un’iniziativa nazionale di Confindustria particolarmente sentita in via Cefalonia, l’Associazione industriale che, con l’aiuto di alcuni sponsor, ha offerto gratuitamente un centinaio di bus per gli spostamenti e che ha pure dischiuso i suoi uffici ad alcuni gruppi onde evidenziare gli obiettivi e i compiti associativi. Molte aziende hanno optato per i due giorni, alcune si sono fermate al solo venerdì.
Alla fabbrica di Bonomi – inaugurata lo scorso 6 settembre alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo il trasloco da Lumezzane, finalizzato a riunire in un solo indirizzo le sedi diffuse in Valtrompia, dove sono rimaste le due sigle Valpres e Valbia – gli studenti sono arrivati al mattino dal «Castelli» di Brescia e il pomeriggio dal «Perlasca» di Vobarno.

Dopo una breve introduzione sull’azienda, i ragazzi hanno seguito il percorso di una valvola a sfera, dallo stampaggio a caldo alla tornitura, all’assemblaggio, alla logistica. Un viaggio legato alle loro competenze, «spiegato con chiarezza dagli addetti che li hanno accompagnati» come da tutti commentato. Dall’istituto cittadino sono partite le quinte H ed L con i docenti Francesco Catalano, Carla Chiaf, Fulvia Muffolini, Renato Treccani. Per loro non era la prima volta in un’azienda, abituati a periodi stage in una scuola da sempre in contatto con l’universo produttivo del territorio e dove recentemente è nata la Fondazione Castelli, di cui Bonomi è stato fondatore ed è ora consigliere.

Domenica altre classi di via Cantore sono entrate in Nave Automazioni industriali di Giuliano Baioni che della Fondazione è presidente. La prossima settimana saranno in sessanta a frequentare uno stage in varie imprese, a seconda dell’impostazione dei loro studi. «Sono esperienze utili, differenti da posto a posto, in alcuni ti coinvolgono più attivamente e impari di più» sostiene Davide Savoldi che ha più volte varcato le soglie aziendali. La visita di ieri lo ha soddisfatto, come i suoi compagni, tutti colpiti dall’efficienza dell’organizzazione, dall’ordine e dalla pulizia, dal rigore tecnico. Sia coloro che già vedono all’orizzonte la fine della fatica sui libri e si preparano a cercare un’occupazione, sia coloro che intendono proseguire, spesso mirando a Ingegneria, sarebbero contenti di essere assunti in un luogo del genere.

«L’automazione e la gestione dei tempi mi hanno impressionato, come studente di meccanica e, spero, futuro ingegnere» ha detto Luigi Navoni che, poi, alla fine, a nome di tutti, ha ringraziato per la mattinata, utile e stimolante, «da ripetere». «Non mi aspettavo un sito così grande e una tale quantità di lavorazioni. Chi ci seguiva era chiaro, comunque ho capito che ero preparato per comprendere quanto ci veniva illustrato. L’ambiente era confortevole, anche grazie al riscaldamento a pavimento» è stato il parere di Andrea Zamboni, a cui era stato indicato l’efficientamento energetico della prima green company lombarda . «Tutto è razionale, anche gli spostamenti nei reparti» ha apprezzato Diego Anderloni, già sulla strada di entrare anche lui in fabbrica, con il padre che fa stampaggio plastiche poco distante. Finire da Bonomi, che oltretutto non è lontano dalla sua Ospitaletto, sarebbe bello anche per Singh Sukhchain, giovane di origine indiana, contento per la scelta di istruzione tecnica effettuata che adesso gli permetterà, almeno se lo augura, una storia lavorativa in un ambito di eccellenza nella nostra zona. «Sono stato attento in particolare all’organizzazione, meccanismo funzionante perfettamente. È quanto spero di fare da grande» sono state le sue parole.

Un po’ in tutta la provincia macchinari e computer si sono mostrati alle scolaresche. Tutti i settori, dalle cantine all’informatica, sono stati chiamati dal gruppo promotore della Piccola Aib (di cui è presidente Giancarlo Turati), fra cui Maddalena Nocivelli, Elisa Torchiani, Piermatteo Ghitti, il coordinatore del progetto. Dal cittadino istituto Lunardi e dal Capirola di Leno, ad esempio, si sono diretti alla sede di Prevalle di Ivar spa, gruppo leader negli impianti idrosanitari. Anche lì hanno potuto seguire lavorazioni e processi, e constatare l’efficienza energetica, con il 100 per cento dell’energia ricavato da fonti rinnovabili. «Abbiamo inteso trasmettere quelli che sono i nostri valori e le competenze. Riteniamo che la manifestazione sia molto positiva per le aziende che ogni giorno contribuiscono a creare occupazione sul territorio e per gli studenti che possono iniziare a immaginare il proprio futuro» scrive in un comunicato la direzione.
Magda Biglia

Fonte: Bresciaoggi

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