
La comunità di Gussago registra un nuovo riconoscimento in ambito letterario grazie alla partecipazione del poeta Massimo Spagna alla prima Biennale di Arte e Poesia di Filogaso, svoltasi sabato 26 settembre 2026 nel comune calabrese in provincia di Vibo Valentia. Nel corso della manifestazione, promossa dall’amministrazione comunale e organizzata dall’Associazione “Fior di Loto” con la direzione artistica di Antonio Teti e Caterina Rizzo e la cura di Sonia Demurtas, l’autore gussaghese è stato insignito del titolo di “Ambasciatore di Pace”, rientrando tra i cinque rappresentanti ufficiali selezionati dalla giuria della rassegna.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre cento artisti provenienti da diverse regioni e dall’estero. Durante l’evento è stato presentato il volume “Dall’Amore la Pace”, una silloge collettiva con la copertina realizzata da Eleonora Laganà, la quale raccoglie le opere di poeti e poetesse presenti alla rassegna, inclusi i testi di Massimo Spagna.
Al termine della manifestazione, Massimo Spagna ha affidato a una nota personale il racconto integrale della sua esperienza e il suo messaggio rivolto alla comunità e alle giovani generazioni.
Prima Biennale di Filogaso
dove la poesia ha trovato casa
«Sono partito da Gussago quando il mondo ancora dormiva. Le strade erano un filo d’ombra, le case un respiro lento. Ho chiuso la porta con la cura che si usa per non svegliare un sogno, e mi sono incamminato verso Filogaso, come si va incontro a una promessa che non chiede nulla, se non di essere ascoltata. Lì, tra le colline vibonesi, il borgo si è fatto luce. Non una luce che abbaglia, ma quella che nasce dalle mani, dagli sguardi, dalle voci che cercano un luogo dove posarsi. La Prima Biennale ha trasformato le vie in un piccolo tempio: arte, scultura, poesia… tutto respirava come un’unica creatura gentile. La presentazione del volume Dall’Amore la Pace è stata un momento che ha camminato dentro di me. Nel libro non ci sono solo le mie poesie: ci sono le voci di altri poeti e poetesse, ognuno con il proprio frammento di luz, ognuno con una parola che cercava casa. Insieme abbiamo consegnato al mondo un piccolo coro di pace, un gesto collettivo che non appartiene più a noi, ma a chi lo accoglierà. Ho visto mani che sfioravano la copertina di Eleonora Laganà come fosse un rito silenzioso. Ho visto occhi che ascoltavano più delle orecchie. Ho visto la poesia diventare un ponte, una carezza, un piccolo luogo dove la pace si è seduta per un momento.
La Biennale ha scelto alcuni rappresentanti, e tra quei nomi c’era anche il mio. Un dono che non pesa, ma che chiede di essere custodito con umiltà: Ambasciatore di Pace. Un titolo che non è un traguardo, ma un cammino.
Ora che la sera scende e la giornata si chiude, sento che Filogaso mi ha restituito un cuore diverso: più pieno, più quieto, più grato. L’arte e la poesia oggi hanno camminato accanto a me come due sorelle che non si lasciano mai la mano. E porto con me una verità semplice: l’arte è ciò che resta quando tutto il resto passa. La poesia è ciò che ci resta quando tutto il resto non basta.
A Sonia Demurtas, ad Antonio Teti, a Caterina Rizzo, al sindaco Massimo Trimmeliti, agli artisti, ai poeti, ai cittadini: la mia gratitudine. Avete dato forma a un giorno che non dimenticherò.
Desidero ora offrire un messaggio ai bambini, ai piccoli, ai ragazzi.
A voi, bambini che imparate a camminare e a parlare, a voi che frequentate le scuole primarie e a voi ragazzi che un giorno sarete il nostro bastone della vecchiaia, vorrei consegnare una cosa semplice: “Tenete sempre in tasca un pezzo di umile cuore…” Non serve che sia grande, non serve che sia perfetto: basta che sia vero. Perché sarà quella piccola parte di voi, la chiave che aprirà tutte le porte della pace. E vi accompagnerà, silenziosa, in ogni passo della vostra vita.»