Facevano la “posta” fuori da scuola e asili, coniugi in manette

Polizia locale

Aspettavano che le mamme parcheggiassero per andare ad accompagnare i figli in classe. Poi scassinavano l’auto facendo sparire le borsette lasciate sul sedile passeggeri. Ma nei giorni scorsi la banda della Clio scura, com’era soprannominata nei gruppi Facebook creati dai genitori delle scuole colpite dai furti, è stata fermata. Sulla scorta di una serie di segnalazioni, la Procura della Repubblica ha disposto un’operazione di polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di due persone, marito e moglie, di 32 e 24 anni. Lui, italiano di origine rom, residente a San Zeno, con un lungo elenco di precedenti tra cui furto ed evasione; lei incensurata con residenza nel campo nomadi di via Borgosatollo.

Il 9 marzo i due sono stati colti in flagrante dagli uomini della Polizia Locale mentre cercavano di mettere a segno un nuovo colpo. «Di prima mattina la coppia si è recata a Borgosatollo, fermandosi vicino a un istituto scolastico con l’intento di controllare quali veicoli fossero parcheggiati fuori dalla scuola – spiega Alessio Moladori, commissario del Nucleo della Polizia giudiziaria della Locale – Dopo di ché si sono diretti verso un asilo vicino per effettuare una nuova perlustrazione, prima di spostarsi a Capodimonte a Castenedolo». Nel mirino dei coniugi l’auto di una mamma, in sosta fuori dalle scuole elementari della frazione. «Mentre la moglie teneva d’occhio la strada, il marito ha infranto il vetro del veicolo rubando la borsetta – continua il commissario -. La coppia si è poi data alla fuga sulla Clio, non assicurata, che l’uomo guidava senza patente, revocata tempo fa». Il bottino? Cento euro e un telefonino. Stessa dinamica del colpo del 4 marzo, vicino all’asilo S. Filippo Neri del Villaggio Sereno che gli uomini del Comando di via Donegani hanno attribuito all’uomo. Mentre è ancora da verificare la sua responsabilità in altri episodi denunciati nell’hinterland: 3 a Castenedolo e 2 tra Cellatica e Gussago. Il 32enne è ora in carcere in attesa del processo fissato al 31 marzo. La ragazza, processata per direttissima, è stata condannata a dieci mesi con sospensione della pena. «L’esito dell’operazione – conclude Valter Muchetti, assessore comunale alla Sicurezza – è dimostrazione di quanto sia alta l’attenzione della Locale nelle attività presidio del territorio».
A. C.

Fonte: Giornale di Brescia

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