Premio Bulloni 2022: medaglia d’oro a Gabriel Tamburri

Gabriel Tamburri premio Bulloni dicembre 2022

Un pomeriggio a ritmo di bontà ha visto splendere i volti degli innumerevoli generosi bresciani. Al Teatro Sociale di Brescia, scandita dai pezzi del One Soul Project Choir e del Good Job Choir, si è svolta l’assegnazione del Premio Bulloni 2022 e degli altri riconoscimenti alla bontà che, con amore e voglia di fare, le tante realtà associative presenti sul territorio bresciano traducono in azioni concrete. Un appuntamento diventato ormai tradizione per un premio istituito dal Comune di Brescia nel 1953 in memoria dell’avvocato Pietro Bulloni: primo prefetto di Brescia, deputato e sottosegretario al commercio estero.

«Dal 1953 ci fu questa intuizione che noi abbiamo poi onorato tutti gli anni con convinzione e passione – commenta il sindaco Emilio Del Bono -. Uscivamo dalla seconda guerra mondiale, da un conflitto disastroso che aveva lasciato una scia di morte, dolore, distruzione». Da una città in ricostruzione nasce la spinta naturale per restituirsi fiducia, soprattutto quella tra persone dopo aver visto tanto orrore. «L’obiettivo era far vedere che nella vita ci sono persone che con la loro ordinaria straordinarietà compiono gesti formidabili d’amore – prosegue Del Bono -. Tanti fari di bontà nel nostro territorio». Come Frate Giovanni Farimbella vincitore del Grosso d’Oro, la massima onorificenza assegnata dal sindaco. Frate Giovanni durante gli anni di covid si è fatto carico della sofferenza altrui, garantendo supporto a medici, al personale sanitario, ai malati e ai parenti rimasti in vita dopo una grave perdita dovuta alla malattia. Fari di bontà, ricorda il sindaco, che nascono grazie a un terreno fertile, quello bresciano, che permette lo sviluppo e la crescita di iniziative generose, buone. «Dovuto ad un impasto tra valori civili e religiosi, spirituali, uniti in un’unica avventura umana».

E unione è la cifra di Don Fabio Corazzina vincitore della medaglia d’oro, salito sul palco con l’ovazione del pubblico, per essersi dedicato ai giovani, alla promozione della pace, del disarmo e dell’amore per il prossimo. «Valori importanti coltivati non solo come teorici, ispirazioni ideali ma sono diventati opera, hanno realizzato azioni concrete». Come quelle di Arianna Martini, vincitrice del premio Ordine degli Avvocati, che dapprima sola poi con l’associazione Support and Sustain Children, che presiede, si prodiga per portare sostegno a ben 900 nuclei famigliari e più di 4000 bambini, tra i quali molti orfani, che vivono nei campi profughi in Turchia. «Azioni e valori che cambiano le comunità». Tanto più la comunità è unita tanto più dona e non distrugge, in una dimensione di crescita, sviluppo e promozione umana. «Le biografie di tutte queste persone buone ci aiutano a capire perché abbiamo retto nei momenti bui». Oscuri come la droga, la disperazione e le asprezze della strada a cui Gabriella Feraboli ha donato ascolto e sostegno per ben quarant’anni. A lei viene conferito il Premio Bulloni 2022. «Non è un premio solo mio ma di tutte le persone che ho incontrato e con cui ho lavorato – ha commentato Feraboli -. Grazie alla mia famiglia e grazie a Brescia perché è stata lungimirante in termini di progetti sperimentali e perché ha voluto dare voce a chi non ha voce e diritti di cittadinanza a tutti». La bontà infine è un gesto di libertà, la moltiplica e rende tutti più felici.
Giada Ferrari

Mariano e Gabriel: l’inclusione nel rugby

Passare dal professionismo della palla ovale al protagonismo nell’inclusione. Impresa riuscita per Mariano Repetto e Gabriel Tamburri che sono stati insigniti della medaglia d’oro. I due argentini hanno dato vita alle squadre miste di atleti disabili e normodotati per favorire non soltanto lo sport ma anche il divertimento e la socialità. Il filo conduttore tra la loro carriera sportiva e l’impegno sociale è stato nel proprio lavoro infatti, essendo due chinesiologi, si sono messi al servizio dei più fragili. «È un’emozione inaspettata, – commenta felice, Gabriel Tamburri -. Conosco il valore di questa onorificenza e, ritenendo Brescia una città molto sensibile e inclusiva, mi rende ancor più orgoglioso». L’attività dei due è iniziata diversi anni fa con lo «sportability» ed ha aggiunto un ulteriore tassello con la «mixability» (ossia attività integrata tra persone normodotati e disabili). L’associazione che fa capo ai due argentini, Feel Sport, ha 170 tesserati (una trentina di questi è diversamente abile) e promuove diverse attività: il rugby, il calcio, le bocce per atleti paralimpici e la corsa con «Insieme alla meta». Questo movimento ha consentito agli atleti di partecipare al mondiale in Irlanda nella rappresentativa di Chivasso. «Un evento straordinario per le relazioni umane che i ragazzi sono riusciti a instaurare tra loro», spiega Mariano Repetto. Il traguardo raggiunto ha spronato i due ex rugbisti a lavorare nella realizzazione di un nuovo sogno: partecipare ai mondiali 2026 con un team solo bresciano.
Luca Goffi

Fonte: Bresciaoggi

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