
Il Comune di Gussago scende in campo per il rilancio del comparto edile. Con l’approvazione definitiva, avvenuta in Consiglio comunale, della variante alle norme tecniche di attuazione del Piano delle regole del Pgt intemadi diritti edificatori, è ora possibile, per i cittadini ampliare le proprie abitazioni, fino alla misura massima del 20 per cento, nel caso in cui il proprietario di un immobile abbia altri terreni già dotati di capacità edificatoria, oppure cedere i diritti edificatori dell’area.
Il trasferimento dei volumi potrà avvenire anche in forma parziale. Si tratta, in pratica, del trasferimento di un diritto, da un lotto che potenzialmente potrebbe essere oggetto di costruzione a un altro edificio o a un terreno edificabile, che sorge su un’altra area del paese. La norma prevede che tale «traslazione» non avvenga in aree migliori, ma in zone di pari o inferiore valenza paesaggistica. Il trasferimento dei diritti non sarà possibile nei nuclei antichi e nelle zone sottoposte a qualunque vincolo. Questa scelta nasce dall’esigenza di raggiungere due obiettivi fondamentali: cercare di mettere in moto il mercato delle costruzioni, in forte sofferenza, e fornire la risposta all’esigenza di qualche nucleo familiare che desidera ampliare la propria abitazione, agevolando ampliamenti meno costosi, piuttosto che la costruzione di nuovi edifici.
I metri cubi consumati verranno detratti dai diritti acquisiti sul lotto non ancora edificato. Evitando così nuovo consumo di suolo. I diritti, inoltre, potranno essere trasferiti anche in zone agricole su edifici già esistenti, ma nella parte riferita all’abitazione. Una variante che ha raccolto il voto di «Gussago insieme» e di Damiano Ceretti, lista «Con voi». Si è invece astenuta Lucia Lazzari – Lega Nord – che ha dichiarato: «In fase di adozione della variante avevo dato voto favorevole perché in questo modo veniva dato uno stimolo concreto al mercato immobiliare e al comparto delle costruzioni. Inoltre – ha continuato l’esponente del Carroccio – questo intervento consente anche una migliore valutazione del territorio, ma l’esame di queste osservazioni mi ha posto la preoccupazione che la variante possa portare a un aumento del consumo di suolo». Una soluzione che ha suscitato qualche perplessità a Lucia Lazzari. «Credo che al contrario dobbiamo assolutamente evitare questo scenario – ha concluso la leghista -, mettendo dei paletti ben precisi nei regolamenti edilizi, come la retinatura dell’area edificabile che ha perso la potenzialità edificatoria perché è stata ceduta».
Inevitabile, su questo punto, la replica del primo cittadino di Gussago. «La norma- ha spiegato il sindaco Marchina -, prevede lo spostamento dei diritti edificatori da aree non costruite o da volumi già approvati o esistenti; l’incremento volumetrico su alcune aree – ha puntualizzato l’amministratore locale – presuppone la diminuzione su altre, con bilancio edificatorio uguale a zero».
Federico Bernardelli Curuz
Fonte: Giornale di Brescia