Dal Galles direttamente a Gussago per insegnare inglese nelle scuole

Scuola Primaria "A. Moro" di Casaglio
Scuola Primaria “A. Moro” di Casaglio

La singolare iniziativa è nata per inserire lo studio della lingua straniera nell’insegnamento di materie come matematica e geografia. L’ospitalità ai quattro docenti è offerta dalle famiglie.

All’inizio erano convinte in poche insegnanti, al punto che nonostante gli sforzi sembrava che il progetto non andasse in porto. Ma hanno continuato a crederci, convinto i colleghi, entusiasmato i genitori, trovato i soldi, coinvolto le istituzioni pubbliche e le aziende e alla fine ce l’hanno fatta. Il progetto «Madrelingua» attivato dall’istituto comprensivo di Gussago ha il sapore delle favole a lieto fine, una storia quasi tutta al femminile che racconta di come l’entusiasmo per il proprio lavoro possa superare gli ostacoli e rimettere la scuola al centro degli interessi della comunità.

Il progetto è semplice, insegnanti madrelingua nella scuola per iniziare a far prendere confidenza con l’inglese ai bambini, ma la sua gestazione è ben più complessa. L’idea nasce tre anni fa, quando l’Ufficio scolastico regionale bandisce un concorso per il progetto «Scuole bilingue»: la dirigente e un gruppo di insegnanti si mobilitano, fanno tutta la trafila, riescono a entrare a far parte del gruppo delle scuole ma proprio in dirittura d’arrivo vengono fermate dal collegio docenti interno. «Qualche diffidenza di troppo e qualche preoccupazione forse anche motivata – osserva la dirigente scolastica Enrica Massetti -, poi però c’è stato un ripensamento». Grazie anche a diversi genitori che esprimono entusiasmo per il progetto e la stessa Amministrazione comunale che invita a riprendere in mano la questione. Due anni fa il progetto riparte in modo sperimentale in alcune classi del plesso di Casaglio, ma fuori dal bando regionale e con le proprie gambe. «La sperimentazione funziona -spiega Delia Maianti, referente del progetto – e l’inglese diventa lingua veicolare per matematica e geografia». Lo scorso anno l’inglese viene esteso a tutte le sedici classi della sede di Casaglio e da quest’anno a tutte le sei scuole (due dell’infanzia, tre primarie e una secondaria di primo grado) dell’istituto comprensivo. Ma i soldi da dove arrivano? Un po’ dal Comune di Gussago e un po’ da un’azienda locale e da privati cittadini. Ma tutto questo non basterebbe se anche l’istituto di Gussago, a questo punto ben convinto nella sua interezza, non decidesse di metterci del suo e soprattutto se non si fosse creata una rete articolata di sostegno. La scuola apre un piccolo bando in autonomia per reperire gli insegnanti madrelingua: vengono trovati nell’università gallese di Aberystwytt, dove alcuni studenti hanno l’obbligo di trascorrere un anno all’estero. Quattro famiglie degli alunni si offrono di ospitare gratuitamente i giovani docenti madrelingua. La Cattolica dà la disponibilità a dare lezioni gratuite d’italiano ai quattro studenti britannici. Il cerchio è chiuso: «C’è una crescita professionale per tutti – afferma Delia Maianti -, dagli insegnanti ai madrelingua, fino ai genitori». E al centro, ovviamente, ci sono i bimbi che imparano inglese. «Usare l’inglese anche in altre materie apre la mente – osserva Sara Pelizzari, insegnante – e li obbliga a riflettere sul linguaggio in modo diverso». «La scuola chiedeva sostegno e a noi è sembrato un progetto d’avanguardia e da sostenere», spiega con naturalezza Michela Salvi, una dei genitori che ospitano i madrelingua. E Jade Cartwright, una delle studentesse inglesi, cosa ne pensa? «Esperienza orribile», scherza mostrando che lo humour britannico è ancora in forma. Poi si fa seria: «Quando mi è stato detto di quest’opportunità, ho accettato con entusiasmo». E da come lo dice non è senz’altro pentita dell’anno che sta facendo a Gussago.
Bendinelli Thomas

Fonte: Corriere della Sera

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