
Un gruppo di cittadini ha ripulito varie zone del paese, recuperata immondizia di ogni tipo.
Una vera e propria spedizione per le strade del paese alla ricerca di rifiuti che ha ottenuto esito positivo. All’iniziativa dal titolo «PuliAmo Gussago»,organizzata dal Comune con la collaborazione del gruppo Sentieri e delle associazioni che aderiscono alla Consulta, hanno partecipato infatti più di quaranta cittadini. Nei giorni scorsi, i volontari si sono armati di buona volontà e di senso civico, ma anche di indispensabili guanti da lavoro e sacchi dello sporco. Il numeroso gruppo ha passato a setaccio alcune zone del paese, ripulendolo dalla sporcizia. In una giornata sono stati raccolti circa 150 chili di rifiuti. «Siamo soddisfatti della buona riuscita dell’evento – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Giovanni Coccoli -. In tanti volenterosi cittadini hanno risposto al nostro appello. Siamo riusciti a pulire diverse aree di Gussago, tra le quali il periplo della Santissima, via Fratte, la piazza, il centro sportivo Corcione e il parco del centro». «Tra i rifiuti abbandonati abbiamo purtroppo trovato veramente di tutto – prosegue l’assessore -, ma l’importante era intervenire nelle zone più sporche e rendere sensibile la popolazione sul tema del rispetto ambientale. Se trovi un ambiente più pulito non ti viene voglia di gettare a terra lo sporco. Ripeteremo l’iniziativa, anche con alcune classi delle scuole medie. Il nostro obbiettivo è informare le persone su questo delicato aspetto, a partire dai più piccoli fino ad arrivare agli adulti. Gussago merita di avere un territorio più pulito. Tutto quello che viene buttato a terra rende indecoroso il paese, ma soprattutto ha un impatto notevole sull’ambiente». All’evento ha inoltre partecipato il circolo fotografico «Il Telemetro», che ha immortalato numerosi istanti della giornata passata raccogliere i rifiuti. Gli scatti realizzati verranno poi esposti sabato 19 ottobre al centro commerciale Italmark, per un ulteriore tentativo di sensibilizzazione.
Federico Bernerdelli Curuz
Fonte: Giornale di Brescia