Rapine seriali al Lidl: richieste pene severe

Carabinieri

Pene pesantissime se dovessero essere confermate nella prossima udienza fissata per il 14 marzo. Nonostante il rito abbreviato con riduzione di un terzo della pena, il pm Ambrogio Cassiani ha chiesto 20 e 16 anni ai due capi della banda sgominata dai carabinieri, responsabile di 21 rapine ai danni di supermercati e di discount. E a scalare si arriva alla condanna a 4 anni e 8 mesi e 4 anni e 4 mesi per Mauro Belometti e Luigi Zuccali che hanno patteggiato la pena. A loro due attribuite 5 rapine.

Nei mesi scorsi i carabinieri del Comando provinciale di Brescia che hanno potuto contare sull’apporto dei colleghi di Verolanuova, hanno disarticolato la banda che puntava agli incassi degli hard discount. Una scelta precisa perché supermercati meno sorvegliati. La banda – che in tre anni ha «firmato» ventuno volte – aveva messo nel mirino la catena Lidl in più province della Lombardia. Gran merito va attribuito al maggiore Gianfranco Corsetti, comandante della Compagnia di Verolanuova che, dopo un anno di indagini coordinate dal maresciallo Emilio Sanacore, responsabile del Nucleo operativo e Radiomobile, ai primi di luglio ha arrestato gli ultimi componenti della banda composta da cinque uomini e una donna. Banditi disposti a tutto, che utilizzavano armi potenti e non esitavano a tenere il personale e i clienti in ostaggio prima di svuotare la cassaforte.

Dal 17 aprile del 2011 – assalto al Dipiù di San Zeno – sino all’arresto di tre componenti del commando avvenuto il 10 ottobre del 2014 dopo un colpo a Gussago, le rapine hanno fruttato 130 mila euro. La banda ha agito, come accertato dai carabinieri, anche nel Mantovano e nella Bergamasca e, dopo aver rinunciato all’assalto a Osio Sotto (i carabinieri di Bergamo e di Brescia avevano posizionato più pattuglie), i banditi avevano deciso di puntare sul Milanese. Determinante l’intercettazione di una telefonata tra i banditi. «Cambiamo aria che qui sembra di essere a Fort Knox».

A luglio la procura di Brescia ha firmato l’emissione di sei ordini di custodia cautelare. Per tutti l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alle rapine. Il provvedimento è stato notificato in carcere alle tre persone già arrestate in precedenza, raggiunte in cella dagli altri due complici. Alla donna erano stati concessi i domiciliari. Per Frediana Ruffini chiesti 9 anni, come per Maurizio Becchetti. Era lei a prendere in consegna armi, caschi da motociclista e denaro. Ai vertici della banda i carabinieri e il pm Ambrogio Cassiani pongono Loredano Busatta, bergamasco (in carcere disse di aver ricevuto confidenze da Bossetti sul caso Yara, ma non era vero; ottenne i domiciliari e sparì) e Marco Pirastru, ex guardia giurata già implicata in rapine a dei portavalori. Per Busatta, difeso dall’avvocato Massimiliano Battagliola, chiesti 16 anni. Per Pirastru, che aveva conosciuto in carcere, 20. Sarebbero stati loro ad allestire la «batteria» assoldando una coppia di Leno e i loro vicini di casa.
F.MO.

Fonte: Bresciaoggi

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