Al Richiedei bufera per cinque licenziamenti

Ingresso Fondazione Richiedei a Gussago

Bufera sul Richiedei; cinque licenziamenti per limitare l’esubero infiammano la protesta dei sindacati. Sono queste le immediate conseguenze della perdita, da parte della Fondazione socio-sanitaria, dell’appalto del Servizio di assistenza domiciliare (Sad) per anziani, disabili e nuclei familiari in difficoltà, vinto dalla Cooperativa La Vela.

«Sottoscrivere cinque lettere di licenziamento non è mai piacevole e non è stato fatto a cuor leggero – spiega Carlo Bonometti, presidente della Fondazione Richiedei -; tuttavia ciò è stato reso meno gravoso dalla certezza (con una clausola di salvaguardia richiesta dal Comune volta al reimpiego dei lavoratori da parte della realtà che ha vinto l’appalto, ndr) che un altro posto di lavoro veniva assicurato ai lavoratori interessati». «D’altra parte – prosegue il presidente- la Fondazione non può continuare a pagare gli stipendi per personale che non avrebbe più nulla da fare. L’amministrazione della Fondazione aveva concordato con le organizzazioni sindacali la disponibilità a riassorbire il personale in questione, ma lo stesso sindacato ha fatto venir meno tale possibilità in quanto mentre trattava con l’Amministrazione aveva già deciso di impugnare tutti i licenziamenti».

Le Rsu dei lavoratori del Richiedei di Gussago non ci stanno e partono all’attacco: «Abbiamo appreso con preoccupazione della perdita dell’appalto e ancora ci sfuggono le ragioni per cui il progetto presentato dalla Fondazione Richiedei non sia stato scelto. Abbiamo chiesto al Richiedei di verificare la possibilità di mantenere i lavoratori nella struttura, in un’altra attività. Nessuna delle proposte delle organizzazioni sindacali è stata presa in considerazione e solo per due lavoratrici è stata trovata una ricollocazione. E così siamo arrivati al licenziamento di 5 persone, che impugneremo davanti al giudice del lavoro».

Nel contratto d’appalto, il Comune di Gussago ha inserito una clausola che obbliga la cooperativa La Vela, vincitrice della gara, a reimpiegare il personale del Richiedei, come ricorda il sindaco Bruno Marchina: «Sono i lavoratori a non aver accettato, preferendo fare ricorso al giudice del lavoro. La clausola dava loro diritto di proseguire sotto La Vela. Avere l’opzione di andare sotto un altro datore di lavoro non mi sembra di secondaria importanza, rispetto a rimanere senza un impiego. Non sono ovviamente contento, perché il Richiedei non è riuscito a vincere la gara; ed è questo il problema. Il peccato originale nasce nel 2010, quando il sindaco di allora, Lucia Lazzari, decise che per il Sad bisognava fare una gara d’appalto. Vorrei affidarlo io come sindaco il sevizio e non attraverso gare che sono trasparenti ma non vanno incontro alle esigenze del territorio».
Federico Bernardelli Curuz

Volantinaggio contro i licenziamenti alla «Richiedei»

Prosegue, sabato si è tenuto il volantinaggio dei sindacati in piazza V. Veneto a Gussago, la protesta per il licenziamento di cinque dipendenti della Fondazione Richiedei. «Questi lavoratori – affermano Cgil, Cisl e Uil -, dopo due decenni di lavoro sul territorio, durante il quale hanno garantito un servizio delicato con professionalità e anche con umanità, si troverebbero a dover ripartire come nuovi assunti (nella Cooperativa La Vela, vincitrice del bando Sad, ndr) con un contratto di lavoro al ribasso e dovendo perfino affrontare un nuovo periodo di prova con un salario nettamente più basso e senza neanche la garanzia del mantenimento del numero di ore precedentemente lavorate».

La proposta sindacale per mantenerei lavoratori all’interno del Richiedei «aveva lo scopo – proseguono i sindacati -, di non disperdere queste competenze preziose proprio in un momento in cui la Fondazione si candida ad un rilancio all’interno della riorganizzazione della sanità lombarda quale polo geriatrico». Secondo i sindacati «questa evoluzione è certamente condivisa dai rappresentanti dei lavoratori che sono gli unici ad aver fatto sacrifici per sostenere la struttura, quando nessuno ha pagato per la malagestione che haportato alla crisi economica. Ma nel contempo non si può pensare di rilanciarsi e contemporaneamente ridursi di pezzi di servizi e di professionalità dimostrando una mancanza assoluta di lungimiranza. Temiamo di rivedere un film che abbiamo già visto con la vicenda del trasferimento della Fondazione Maugeri a Lumezzane».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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