Giovedì in Consiglio la decisione sulla fidejussione di 2 milioni di euro.
Giovedì prossimo, durante la seduta del Consiglio comunale di Gussago, si discuterà se concedere una fidejussione di 2 milioni di euro alla Fondazione Richiedei. Un voto dal quale dipende il futuro della storica realtà bresciana. Se il Comune si farà garante, presso le banche, dei due milioni necessari a dare ossigeno ad una situazione economico-finanziaria fragile, la Fondazione potrà continuare a vivere. Altrimenti, si rischia un fallimento che avrà ricadute pesantissime in termini di occupazione e di servizi sanitari e socio-sanitari garantiti alla cittadinanza. Ma è un’ipotesi che il presidente Fausto Gardoni e la consigliera Maria Serina, che incontriamo insieme ai rappresentanti sindacali, non vogliono nemmeno prendere in considerazione. Perché vanificherebbe sforzi pesanti che hanno permesso, in due anni, di ridurre la perdita gestionale da quattro a 1,5 milioni di euro. E che permetteranno di risparmiare circa 500mila euro l’anno per il prossimo triennio grazie all’accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali su mandato dei trecento dipendenti. Accordo che si profila come un«patto» tra il consiglio di amministrazione della Fondazione, diretto da Riccardo Marini, e i lavoratori che ha come obiettivo quello di salvaguardare tutti i posti di lavoro e, in prospettiva, anche di aumentarli di qualche unità. E, contestualmente, di tutelare il futuro di una realtà che ha bisogno di azioni concrete da parte delle istituzioni. «Da loro non vogliamo regali, ma quello che che ci spetta» sottolinea il presidente.
È lungo l’elenco di quel che potrebbe essere, e non è. Ed è contenuto nel piano industriale della Fondazione che, entro il 2015 prevede di portare il totale dei posti letto da 280 a 330, soprattutto con alcuni posti a pagamento e di raggiungere il pareggio di bilancio alla fine del 2014, al massimo nei primi mesi del 2015. «Un obiettivo che non possiamo raggiungere con ulteriori efficienze su margini, spese e costi sui quali siamo già intervenuti a tappeto negli ultimi due anni – continua Fausto Gardoni -ma agendo principalmente sull’aumento delle attività e sul riconoscimento da parte della Regione delle tariffe specialistiche per l’Alcologia a Palazzolo per il cui Servizio abbiamo ottenuto l’assetto di “macro attività di riabilitazione generale geriatrica” e attraverso un adeguamento del budget della Riabilitazione di Gussago ». Nel merito, i quindici posti letto di degenza dell’Alcologia, se fossero finanziati con la tariffa specialistica, incasserebbero 70 euro ciascuno in più al giorno. A Gussago, invece, il tetto massimo di spesa concesso dall’Asl per la riabilitazione fa riferimento all’occupazione dei 72 posti letto che si aveva nel 2006 e che era pari al 75% del totale. Attualmente, è salita al 98% con il risultato, come hanno sottolineato in Fondazione, «che ogni anno spendiamo 800-900 mila euro che non ci vengono retribuiti dalla Regione».
«Ad un quadro non facile, si aggiungono gli effetti della spending review della Sanità – spiega Gardoni -. Una manovra che, per la Richiedei, significa una riduzione del budget autorizzato dall’Asl di 271mila euro per il 2012, di 350 mila per il 2013 e di 499 per il 2014 e 2015. Importi che peggiorano il conto economico e che sono il risultato di un meccanismo perverso che taglia i ricavi, mentre sugli acquisti di servizi e sulle spese, esclusa quella del personale, si abbatte un’inflazione minima che è superiore al 3%. Un esempio: gli acquisti annui della Richiedei, per circa 9 milioni di euro, hanno incamerato un’inflazione di oltre 300mila euro, mentre i ricavi non solo non beneficiano dell’indice inflazionistico Istat, ma vengono anche decurtati rispetto agli anni precedenti con limature delle tariffe e del budget».
Anna Della Moretta
Fonte: Giornale di Brescia