Richiedei, la videochiamata avvicina gli affetti

Videochiamata Richiedei

Da una parte gli ospiti della Rsa del «Richiedei», al riparo nella struttura per tutelare il più possibile la loro salute dal virus, dall’altra i parenti costretti restare fuori e non poter incontrare i loro cari. In certe realtà è appurato che la solitudine, causata dalla mancanza dell’affetto dei propri congiunti, può avere ricadute negative sullo stato d’animo e sulla salute di un paziente. Anche se il personale sanitario si prodiga generosamente, la sua azione non è sufficiente a coprire il vuoto generato dall’assenza dei parenti. E così al Richiedei si è corsi ai ripari.

«Avevamo già sviluppato un progetto per l’ospedale di comunità – commenta il presidente della Fondazione Richiedei Carlo Bonometti -, per il Servizio territoriale di assistenza residenziale: collocato negli spazi occupati un tempo dal distaccamento di Gussago della Geriatria degli Spedali Civili di Brescia, ha iniziato l’attività il 1° luglio 2017. Era finalizzato a mettere in contatto il medico di medicina generale con il paziente allettato, utilizzando sistemi di videocomunicazione». L’obiettivo era permettere al medico di famiglia un dialogo senza doversi recare fisicamente in reparto. Per una serie di motivi il progetto non si è mai concretizzato, ma è risultato utile in questi giorni per soddisfare un bisogno urgente: consentire agli ospiti della Rsa, nel «Cubo bianco» del Richiedei, di mantenere almeno un contatto video e audio con i parenti che, a causa dell’emergenza sanitaria, non possono più accedere alla struttura. «Abbiamo rivisto e aggiornato quanto avevamo sviluppato – aggiunge Bonomettti -. Per la Rsa abbiamo deciso di gestire questo servizio effettuando semplici videotelefonate tramite internet e applicativi snelli che utilizzano la videocamera frontale di uno smartphone o di un tablet». Il servizio per la Rsa è coordinato da due educatori e due volontari che sono stati dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale (Dpi) necessari di questi tempi per operare in sicurezza nelle strutture sanitarie. Inoltre, è strutturato su due turni di videotelefonate quotidiane, dalle ore 9:30 alle ore 11:30 e dalle ore 15:00 alle ore 17:30, per permettere l’incontro, almeno in video, almeno per qualche minuto, tra degenti e parenti, e rendere così meno pesante la distanza forzata. In caso di necessità orarie particolari la Fondazione cercherà di soddisfarle. In poco tempo il servizio sarà esteso ai posti letto per subacuti di Gussago e in geriatria a Palazzolo. Una prestazione simile è già attiva nei due reparti «Covid-19» della Fondazione. In queste strutture sono però gli infermieri a gestirla, considerato che si tratta soprattutto comunicazioni di servizio legate alle necessità dei degenti.
Mario Leombruno

Fonte: Bresciaoggi

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