22 settembre: il ricordo di don Egidio Rubagotti nell’anniversario della morte

gennaio 1963 don Egidio Rubagotti don Vittore Antomelli
Palazzolo sull’Oglio, 6 gennaio 1963: don Egidio Rubagotti, accompagnato dal Prevosto di Gussago don Vittore Antomelli (in primo piano) prende possesso della Parrocchia Sacro Cuore.

Don Egidio Rubagotti (Cologne, 1919-1989) fu Curato nella parrocchia di Santa Maria Assunta e Direttore dell’Oratorio maschile San Filippo Neri di Gussago. Molti gussaghesi “ragazzi del tempo della presenza di Don Egidio in Gussago” ben, ed ancora, lo ricorderanno. Nessuno dei ragazzi nati alla data del 1955 può dimenticarsi di averlo conosciuto: avevano, infatti, circa sette anni quando il direttore lasciò Gussago alla fine del 1962, dopo 12 anni di energica presenza tra di noi. Molti ragazzi, incluso chi scrive, salivano alla sua casa, posta all’inizio della salita per la Santissima, pur sempre “vigilata” dai genitori, il padre Battista e la madre e dalla sorella di don Egidio.

Accanto alla casa, a sporgere dalla facciata del fabbricato principale, vi erano magazzini, ma soprattutto la cantina a motivo della quale ad ottobre si notava un grande via vai di vignaioli, vinificatori e contadini. La vendemmia, in quegli anni, era “tardiva” data la tipologia di viti. Questa casa, con anche le vigne, appartenevano al noto Beneficio Parrocchiale San Giovanni Battista, appannaggio del Curato dell’Oratorio maschile. Da lassù si “controllava” la tranquilla vita del paese a partire dai pochi movimenti a quattro ruote nella sottostante piazza Vittorio Veneto a cominciare dall’andirivieni pedonale che faceva capo alla appena sottostante Trattoria Cavallino (oggi sede di noto bar gelateria).

L’ultima volta che parlai con don Egidio fu sulla porta della Segreteria della Scuola di Avviamento Professionale di tipo industriale, nel fabbricato Venturelli di via Larga, nella sua veste di insegnante di Religione – eravamo in prossimità delle vacanze scolastiche del Natale 1962 – quando mi permisi di chiedergli il perché lasciasse Gussago. La risposta, piena di rincrescimento celato a mala pena da un flebile sorriso, fu: “Dopo un po’ di tempo che ci si trova in un paese si deve pur cambiare, partire ed ubbidire…”. Da quel giorno non ci incontrammo più. Lo vidi e lo salutai, soltanto da lontano, in occasione della sua venuta a Gussago per il funerale di una collaboratrice parrocchiale; credo, tuttavia, di non sbagliarmi nell’affermare che poche furono le circostanze di ritornare tra noi gussaghesi. Quando don Egidio lasciò Gussago era già andato via (giugno 1961), da un anno e sei mesi, il Prevosto Monsignor Giuseppe Rossini del quale fu grande collaboratore. Era giunto nell’autunno 1961 a sostituirlo nella prepositurale di S. Maria Assunta don Vittore Antomelli, proveniente dalla Parrocchia di Chiari (dopo essere stato ivi Curato per 20 anni e prima ancora Segretario del vescovo di Alatri e Rettore del Seminario Maggiore di quella Diocesi).

Don Egidio di carattere impetuoso, forse anche per la possente mole fisica, rigido o, se vogliamo, severo tuttavia, nel colloquio personale si mostrava docile e premuroso della crescita dei ragazzi nella fede cristiana. Questo non significa che non fosse esigente, anzi un po’ troppo, nel comportamento dei ragazzi e dell’affollato Gruppo liturgico parrocchiale: Coristi, Tarcisiani, guardie svizzere piccolo clero ed inservienti in genere. L’attenzione alla cerimonia ecclesiale, alla santa Messa non doveva mai venir meno, neppure per un attimo, diversamente “passava il vescovo” … anche senza bastone pastorale! Alla “Messa dei Ragazzi”, tenuta per più di un decennio alle ore 9 e 15, gli adulti nemmeno si sognavano di parteciparvi, …in verità non ci sarebbe stato neppure spazio; e poi al momento stabilito venivano chiusi tutti e tre i portoni azionando gli appositi robusti e striduli catenacci.

Don Egidio, da Gussago andò Parroco alla Sacro Cuore di Palazzolo sull’Oglio sino al 1974 da dove, poi, partì per Calcinato sino al 1984. Nonostante la salute cagionevole, aiutò ancora a Sant’Afra in città e fu Cappellano al nosocomio “Sant’Orsola” dei Fatebenefratelli. La morte lo colse il 22 settembre 1989 e venne funerato e sepolto in Cologne.

A cura di Achille Giovanni Piardi

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