
Il Servizio Accoglienza e Integrazione è salvo. La sua prosecuzione era stata messa in dubbio dalla decisione di Castegnato e Passirano di smarcarsi dal progetto, alimentando il rischio che il Sai restasse senza un Comune coordinatore. Al termine di un percorso burocratico complesso, Gussago è pronto a subentrare nel ruolo di capofila per il triennio 2027-2029. Da qui a fine anno, Castegnato farà da traghettatore istituzionale per salvaguardare i 30 posti complessivi di accoglienza destinati ai richiedenti asilo, passando poi il timone all’esecutivo guidato dal sindaco Giovanni Coccoli. I due Comuni hanno provveduto, nei termini previsti, a deliberare l’adesione alla prosecuzione del progetto e la disponibilità al subentro. L’operazione mira a stabilizzare la rete di ospitalità degli stranieri in fuga da guerre, persecuzioni religiose e politiche o governi totalitari, garantendo continuità ai percorsi di integrazione e autonomia dei migranti ospitati sul territorio.
Il nuovo Sai comprenderà Gussago, Rodengo, Ospitaletto, Ome e Lograto. Se il sindaco Giovanni Coccoli parla di «scelta politica», ammettendo che «il sistema non è perfetto, ma è strategico per il territorio», le minoranze del gruppo Quarena Sindaco insistono per sapere «con quali criteri e procedure verranno affidati i servizi previsti dal progetto, una volta che Gussago ne assumerà la titolarità».
Inoltre, «chiediamo alla Giunta – prosegue Quarena – di chiarire da subito, in modo trasparente, i termini finanziari, organizzativi e gestionali del subentro, prima che questo diventi effettivo dal primo gennaio 2027».
La polemica sul subentro Sai era nata nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. «Nonostante le interrogazioni presentate, con cui si chiedeva conto dell’andamento del progetto in questi anni, delle prospettive future e dei carichi di lavoro e di responsabilità che ricadono sull’ente capofila, non è mai arrivata una risposta nel merito – sottolinea Stefano Quarena -.
Ad oggi, dunque, Gussago Insieme rivendica con orgoglio di voler proseguire un progetto che non conosce, assumendosene la responsabilità a scatola chiusa». Il progetto è affidato a una cooperativa ed è coperto da un finanziamento del governo di 420mila euro l’anno. «Ma presenta diverse criticità – aggiunge Quarena -: basso inserimento lavorativo, scarsa partecipazione ai corsi di italiano, carente collaborazione nella gestione domestica e rendicontazioni quantomeno lacunose degli strumenti acquistati e dello stato abitativo. Su questi e altri punti abbiamo cercato di aprire un confronto con la maggioranza, ma né il sindaco Coccoli né alcun membro della sua squadra è stato in grado di rispondere nel merito: i cittadini hanno diritto di sapere come vengono spese le risorse pubbliche e se i beneficiari le impiegano in modo corretto».
Quarena evidenzia infine quella che ritiene una «anomalia»: «la disponibilità del Comune di Castegnato a cedere a Gussago il proprio ruolo di ente capofila arriva negli stessi giorni in cui il sindaco Coccoli non risparmia critiche alla Giunta del primo cittadino Patrizia Turelli sul tema piscine. La sindaca di Castegnato, al contrario, si è impegnata a presentare l’ultima domanda di prosecuzione del progetto, restando titolare sulla carta per il tempo minimo indispensabile, salvo poi cedere a Gussago, nel giro di poche settimane, il ruolo di ente capofila del Sai».
Cinzia Reboni
Fonte: Bresciaoggi