Il ristorante Dina brilla nella guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2026

Ristorante Dina

Per un punto Dina supera Lido 84 e Miramonti L’Altro sul podio bresciano delle Tre Forchette. Mentre La Madia di Brione si aggiudica il premio speciale “Ristorante dell’Anno” e Alessandro Lanzani si conferma re incontrastato del bistrot. Queste le principali novità emerse dalla guida “Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2026”, presentata a Roma.

Giunta all’edizione numero 36, l’ormai storica pubblicazione quest’anno si ripresenta in scena con un patrimonio di 2600 tavole recensite lungo tutta la Penisola, di cui solo 55 hanno ottenuto il massimo riconoscimento. A dominare la classifica nazionale Enrico Crippa, Niko Romito e Massimo Bottura a 97 centesimi. A Brescia invece si registra l’impennata di Alberto Gipponi, che dopo aver conquistato l’anno scorso le Tre Forchette con il funambolico Dina a Gussago, ora si porta in testa, guadagnando due punti, passando da 90 a 92 sorpassando Philippe Leveillè (Miramonti L’Altro) e Riccardo Camanini, entrambi stabili pari merito a quota 91.

La vera grande sorpresa è La Madia, avamposto dell’eclettico chef Michele Valotti: da sempre presente in guida tra le migliori trattorie (anche quest’anno confermato a Tre Gamberi insieme alla Villetta di Palazzolo), il locale di Brione ha conquistato il titolo di “Ristorante dell’Anno”, uno dei 19 premi speciali assegnati dal Gambero. Brescia per altro ne ha portati a casa ben quattro: Dina vince il premio “Miglior Proposta di Piatti di Pasta”, il titolo per il ristorante che meglio valorizza l’olio Evo italiano va a Casa Leali di Puegnago, e Opinabile di Brescia, new entry nella categoria bistrot con Due Tavole, si aggiudica anche il premio “Qualità-Prezzo”. Ma certo l’alloro più significativo è quello andato a La Madia: una trattoria ormai più di nome che di fatto, che non a caso diventa “Ristorante dell’anno” grazie a una cucina dove avanguardia e ricerca hanno acquisito col tempo un ruolo sempre più predominante rispetto alla tradizione.

Allargando la panoramica e scendendo in categoria Due Forchette, l’ipotetica terza posizione è occupata ancora una volta da Villa Feltrinelli a Gargnano a quota 89. Poco più sotto ecco lo sprint del Colmetto a Rodengo Saiano, che guadagna un punto salendo a quota 87. Mentre fra i grandi classici della ristorazione bresciana a quota 86 continua a spiccare il Gambero di Calvisano, una delle più antiche insegne del comparto con oltre 140 anni di storia, a pari merito con la Speranzina di Sirmione. La novità è L’Aurum, il nuovo fine dining dell’Albereta di Erbusco, new entry a quota 83, mentre il Capriccio di Manerba riguadagna le Due Forchette e si reinstalla fra i top a quota 82, così come è da segnalare il rientro a quota 80 di Dispensa Franciacorta ad Adro e quello di Vivilo a Corte Franca in categoria Una Forchetta, a pari merito con i due salodiani Locanda del Benaco di Gianni Briarava e Osteria Felter. Ma nella vetrina delle eccellenze bresciane continuano a brillare anche le Tre Tavole per il miglior bistrot a Lanzani Bottega e Bistrot di via Albertano a Brescia, mentre il Laboratorio tra Lanzani in via Milano si conferma stabile a Due Forchette.
Claudio Andrizzi

Fonte: Bresciaoggi

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