Rodengo e Gussago abbattono il “muro” della pista ciclabile

Ponte Gandovere Rodengo Saiano

Su quel ponte chiuso da due anni ci passavano in tanti a godersi il tranquillo percorso di cinque chilometri in mezzo ai campi da Ronco di Gussago all’abbazia olivetana San Nicola di Rodengo Saiano. Cicloturisti, amanti della natura e dello jogging, intere famiglie con i bambini e anziani. Una vera folla la domenica percorreva il ponte sul Gandovere tra i due Comuni della Franciacorta dove passa anche la pista ciclabile Brescia-Paratico, anch’essa deviata da quando il ponte danneggiato è stato chiuso. Stavolta, dopo due anni di polemiche, proteste, recriminazioni e promesse e relative speranze, sembra che ci finalmente ci siamo. Rodengo Saiano, sul territorio del quale è situato interamente il ponte ha stanziato 70 mila euro. Altri 35 mila li mette il Comune di Gussago il cui sindaco, Giovanni Coccoli, lamenta il mancato finanziamento da parte della Provincia. Ora si prepara il progetto e poi la esecuzione dei lavori (che verrà organizzata e programmata dal Comune di Rodengo) che dovrebbe essere terminata in primavera o addirittura prima. Amministrazione civica di Rodengo attualmente commissariato, ma si spera che la sua situazione amministrativa non sia causa di ritardo nel ripristino di un’opera importante sia nell’economia del turismo della zona (la ciclabile Brescia Paratico la percorrono in tanti) sia per il tempo libero dei cittadini dei due comuni che per ora devono guadare il torrente (operazione non sempre fattibile) se vogliono passare dall’altro lato. Oppure andare a camminare sulla trafficata strada che corre parallela alla pista ciclopedonale. Soddisfazione degli abitanti che a lungo hanno protestato e che a Rodengo avevano dato vita addirittura ad un comitato chiamato in modo inequivocabile “Ridateci il Ponte”. Ed in molti, appena il ponte era stato chiuso da transenne, le spostavano allegramente rompendo i sigilli per poter passare tanto. Una chiusura che molti non hanno condiviso e che ha costretto il sindaco a far erigere addirittura da entrambi i lati un invalicabile muro in legno. In primavera guadi con la bici in spalla e muri di legno dovrebbero diventare solo un brutto ricordo. L’unica incognita come detto resta la situazione amministrativa di Rodengo Saiano, ma nella peggiore delle ipotesi, la programmazione slitterebbe alla prossima estate quando il Comune tornerà al voto.
Fausto Camerini

Fonte: Bresciaoggi