Rolfi: il Richiedei si può salvare, se diventa ospedale territoriale del Civile

Fondazione Richiedei

«Sono intenzionato a giocare tutte le carte per evitare che il Richiedei venga svuotato della sua storia per passare nelle mani di realtà private». Fabio Rolfi, presidente della Commissione Sanità della Regione, interviene il giorno dopo il pesante grido d’allarme lanciato dal cda della Fondazione che, da Gussago, ha chiesto alla politica di «compiere scelte, a breve, per evitare che l’unica strada percorribile sia quella di lasciare senza lavoro 67 persone della storica realtà».

Intanto, il 13 marzo la Commissione Sanità regionale lascerà le aule del Pirellone per riunirsi proprio nella sede del Richiedei, presenti anche i vertici dell’assessorato regionale al Welfare, di Ats Brescia e di Asst Spedali Civili per trovare una risposta alle domande che – come ha sottolineato Carlo Bonometti, presidente della Fondazione – «da tempo poniamo alla politica, senza ricevere risposte, benché siano corredate di proposte concrete».

«Il Richiedei, fondazione senza fini di lucro, è per storia, per conoscenza e per vocazione naturale il Presidio ospedaliero territoriale della città, dunque il Pot dell’Ospedale Civile – continua Rolfi -. È vero, la legge regionale prevede che il Pot abbia il pronto soccorso. Ma, in questo caso, il pronto soccorso può benissimo essere quello del Civile. Una soluzione che aprirebbe la strada a molte opportunità e credo che sia necessaria una scelta di coraggio della Giunta regionale. I tempi sono stretti, ma se c’è la volontà – quella finora mancata – non è tutto perduto, anzi. È necessario che la politica rompa la lunga l’inerzia sul Richiedei; se questo non accade, è legittimo che aumenti il sospetto che vi sia un preciso disegno per rendere appetibile la Fondazione ad ambienti esterni».

Dunque, per il consigliere regionale della Lega, la realizzazione del Pot del Civile potrebbe essere la principale strada percorribile. Questo non esclude, tuttavia, che «venga approvata l’apertura dei diciotto posti letto di Alcologia, un progetto che nella cabina di regia dell’Ats è stato ratificato anche da un funzionario dell’assessorato al Welfare della Regione. Mi aspetto a giorni una risposta positiva, anche perché è evidente, dalle liste d’attesa che ci sono a Palazzolo, dove il Richiedei già gestisce un reparto analogo, che le persone che soffrono di dipendenza da alcool hanno bisogno di riferimenti di cura». Aggiunge: «È vero che con l’Alcologia non si risolvono tutti i problemi del Richiedei, ma «solo» il 60%. Tanto, però, da poter dare un segnale alle banche e ragionare sull’istituzione del Presidio ospedaliero territoriale. Sono certo, lo ribadisco, che la Fondazione abbia la possibilità di salvarsi, anche perché da due anni si registra un leggero utile di bilancio, con la riduzione di 2,5 milioni di debito con le banche. Resta ancora alto, ma è stato dimostrato che si può smaltire».

Il «momento delle scelte» per il Richiedei, più volte rinviate, è stimolato dal trasferimento, il prossimo aprile, della Riabilitazione cardiologica e della Geriatria dell’Ospedale Civile. «Un trasferimento annunciato e necessario, visto che il Civile ora ha spazi suoi e non ha più bisogno di rimanere in affitto – conclude Rolfi -. Lo si sapeva da tempo, ed è stato più volte rinviato. Da tempo il cda della Fondazione Richiedei aveva formulato delle proposte. Adesso si deve concludere, non ci sono più alibi».
Anna Della Moretta

Fonte: Giornale di Brescia

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