Rubinetterie Bresciane anche nel 2015 oltre i 100 milioni

Rubinetterie Bresciane

Il margine operativo lordo indica che l’azienda gira bene; l’utile flette lievemente, ma già quest’anno tornerà sopra quello record dello scorso anno; il fatturato è cresciuto; il passaggio generazionale è pressoché ultimato; gli addetti sono aumentati; i progetti di crescita proseguiranno dentro al gruppo con oltre 11 milioni di investimenti in tutte le aziende, ma anche all’esterno «a condizione che – spiega Aldo Bonomi, presidente delle Rubinetterie Bresciane – si presentino le opportunità»; i primi cinque mesi dell’anno già segnano una crescita dei ricavi del 6%. Investimenti per 7,2 milioni. Questa la sintesi operativa del 2015 del gruppo Rubinetterie Bresciane che nei numeri si riassume in questi risultati: ricavi 2015 aggregati (generati oltre che dalle Rubinetterie da Valpres e Valbia) a 104,5 milioni (erano 103,2) con una crescita dell’1,2% di cui il 52% all’estero; margine operativo lordo a 18,1 milioni in linea con quello dei due esercizi precedenti; investimenti a 7,2 milioni che si aggiungono ai 23 milioni del 2014 e del 2013; 4,4 milioni di ammortamenti.

Tutto bene, non fosse per il Brasile, dove il Paese non va come tutti immaginavano con inflazione oltre il 10% e pil che sprofonda «condizioni – ha spiegato il presidente del gruppo Aldo Bonomi presentando con il fratello Carlo i risultati del 2015 – che ci auguriamo migliorino; da parte nostra stiamo prendendo tutte le contromisure necessarie», non ultima una svalutazione della partecipazione della controllata sudamericana.

Gruppo dunque in ottima salute con una novità, per i fratelli Bonomi, da seguire attentamente nei prossimi anni che si chiama Valpres. La società di Marcheno, operativa nell’oil and gas, ha chiuso infatti il 2015 con ricavi in crescita del 50% (da 18,6 del 2014 a 23,7) grazie alla commessa in Messico per la quale è stata realizzata una valvola installata in una pipeline del peso di 270 quintali. Valpres ha chiuso il conto economico 2015 con un utile netto di 3,5 milioni, con i primi mesi del 2016 che presentano dati ancora in crescita, effetto dei continui investimenti destinati ad allargare la gamma dei prodotti, alla formazione del personale, a nuovi macchinari ed a politiche commerciali più penetranti.

Quanto ai risultati del gruppo, il conto economico mette in evidenza 4,7 milioni di imposte, 17,6 milioni di costo del lavoro, ammortamenti allineati con il 2014, 44,9 milioni per gli acquisti e 22,2 per i servizi. La proprietà ha ripetuto di credere nell’azienda come dimostrano gli investimenti fatti e programmati e gli addetti in aumento. Il tutto con la spinta della nuova generazione già in azienda».
Camillo Facchini

Gli assunti devono avere «minimo» un diploma superiore

Un dato su tutti, gli addetti. La crescita degli addetti del gruppo dai 287 nel 2013 a 297 nel 2014 ed a 327 nel 2015 con un aumento in dodici mesi del 10%. Ma all’interno di queste cifre una seconda – di carattere qualitativo – è ancor più rilevante evidenziando nell’organico del gruppo 44 laureati e 129 diplomati. La crescita dell’impresa passa anche dalla formazione. «D’ora in avanti – dice Carlo Bonomi – ogni nostro neo assunto dovrà essere almeno un diploma ed i laureati dovranno conoscere l’inglese», esigenza che trova una ragione scorrendo il dettaglio delle vendite del gruppo che porta all’estero di oltre la metà di quanto prodotto».

Fonte: Giornale di Brescia

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