Sale boccia le nuove ville

Progetto

Gli abitanti dello storico borgo sono contrari alla costruzione di residenze moderne: «Le case modificheranno uno scorcio di grande rilievo e uniranno la località al paese».

Gli escavatori dovrebbero entrare in campo in aprile. Si lavorerà alla realizzazione delle prime tre ville, nella frazione Sale, ville che sono già state vendute «sulla carta». Poi gli altri interventi, le altre ville, singole o bifamiliari. Ma gli abitanti di Sale non vedono di buon occhio la lottizzazione dell’area sulla quale dovrebbero sorgere, a breve, i nuovi edifici in una zona di valenza panoramica e paesaggistica. Le case saranno edificate in due ampi triangoli di verde che incorniciano l’antica struttura di villa Rovetta e il borgo di Sale. A dimostrazione dell’antichità della zona, l’etimologia del termine «Sale», che sembra derivi dalla storica famiglia nobiliare Sala, proprietaria, in epoca medioevale, di gran parte dei terreni di quella zona. «Sale è una sorta di isola nel verde sulla quale sorgono edifici e palazzi quasi millenari – dicono i residenti -. Case e ville nuove, per quanto di lusso, finiranno per modificare irrimediabilmente uno scorcio di grande rilievo. Il borgo verrà in questo modo saldato, urbanisticamente, al resto del paese e perderà definitivamente la sua connotazione».

«Il progetto che abbiamo presentato è stato già approvato dal Comune e dalla Soprintendenza – spiegano i responsabili dell’azienda che ha messo in vendita i lotti e che si occuperà della costruzione -. Gli edifici residenziali sorgeranno su una superficie di dodicimila metri quadrati, suddivisi in nove lotti, 5 in una porzione e 4 nell’altra. Su ciascun lotto è consentita la costruzione di una villa singola o bifamiliare, classe A. Per quanto riguarda i piani, secondo la prescrizione della Soprintendenza, è previsto un piano terra, un primo piano e al massimo un secondo. Abbiamo presentato i progetti per tre ville, che sono già state vendute. Attenderemo circa tre mesi per l’approvazione, da parte del Comune e della Soprintendenza, al termine dei quali, ad aprile, cominceremo i lavori».

«Noi eravamo ferocemente contrari a questo progetto – dichiara il sindaco Bruno Marchina – ma si tratta di uno degli ambiti previsti dal Pgt, autorizzato nel febbraio-marzo 2012 dal commissario straordinario e inserito nel Pgt dalla precedente Amministrazione. Siamo ora chiamati a gestire gli aspetti viabilistici della questione: un tratto di via Santo Stefano diventerà a senso unico. Ciò consentirà di allentare il traffico, garantendo maggiore sicurezza ai pedoni».
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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