Samuele, il gussaghese mago del “backflip”

Samuele Zuccali

Ci vuole pelo, tanto pelo sullo stomaco. Un mix di coraggio, sfrontatezza e temerarietà per tracciare nell’aria la perfezione del cerchio di Giotto. Una circonferenza disegnata nell’attimo di un respiro in sella a una moto da trial, affidando alla forza centrifuga l’adrenalina che investe gli appassionati. In tutto il mondo i trialisti del backflip, così si chiama questa acrobazia, non arrivano a dieci. Due di questi sono bresciani: di Nave, Matteo Cominoli e di Gussago Samuele Zuccali. Temerari e audaci, hanno lasciato il trial agonistico per l’avventura fatta di sfide impossibili con la storica squadra dello Show Action Group. Un altro modo di vivere la moto e di guadagnarsi la pagnotta: «Con il trial agonistico mi sentivo limitato — spiega il 23enne Matteo Cominoli, operaio in un’azienda che lavora la plastica —. Ho partecipato anche al Mondiale, ma a questo livello si mantengono solo i primi tre della classifica e pensando al futuro non c’era da stare allegri. E poi a me piace dare spettacolo e davanti agli ostacoli sceglievo sempre la soluzione più sfacciata pagando pedaggio alla classifica». Da qui l’idea di cambiare tiro trovando in Zuccali, 21enne studente di Scienze motorie, un compagno di ventura dalle identiche vedute. Per due piloti tecnicamente dotati, che trattano la motocicletta come un’appendice del corpo umano, non è difficile fare acrobazie, ma da qui al backflip ne passa.

L’impresa, dopo un lungo sacrificio e tante cadute, si è concretizzata al campo trial del Motoclub Collebeato, in via Oberdan a Brescia. Lì è stata scavata la “piscina”, una vasca di circa 25 metri quadrati riempita di gommapiuma nella quale i due temerari si sono “tuffati” decine di volte prima di completare il primo cerchio nell’aria e atterrare sulle ruote della moto e non di testa: «Non contiamo i lividi, i tentativi andati a vuoto e la delusione, la paura di non farcela mai — racconta Zuccali —. Poi, all’improvviso, il miracolo. Ho capito e interiorizzato i meccanismi del gesto e ho cominciato a ripetere più volte l’acrobazia». Dopo Zuccali anche Cominoli ha chiuso il cerchio e il backflip è stato portato davanti al pubblico: «Saremo tra i protagonisti delle esibizioni al Salone di Milano dal 6 al 9 novembre e cominciamo a guardare all’estero». Il sogno nel cassetto? «Sarebbe bello diventasse una professione». La strada è aperta. Il solco, ops, il cerchio, è tracciato.
Cesare Mariani

Fonte: Corriere della Sera – ed. Brescia

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