Dagli scavi emerge l’antica necropoli, sorgeva accanto a una villa agricola

Necropoli

Un letto funebre, in legno, utilizzato durante i riti funebri di incinerazione, è stato portato alla luce dagli scavi archeologici di una necropoli romana, che sorgeva a sud di Gussago, non lontano dalla Mandolossa. I lavori hanno permesso di evidenziare 190 sepolture, realizzate in un’epoca compresa tra il primo e il secondo secolo d.C., con i corredi funebri e le offerte rituali, costituiti soprattutto da pane e frutti che, pur carbonizzati, si sono conservati. La necropoli sorgeva forse in vicinanza di una villa agricola, oggi perduta. Il letto ligneo, riemerso durante gli scavi, anche se chiaramente deteriorato, riveste un particolare interesse, al punto che è stato realizzato un calco in gesso per il Comune.

«La Soprintendenza ce lo consegnerà entro febbraio – dice il sindaco Giovanni Coccoli -. Pensiamo che possa essere collocato all’ingresso del municipio con una scheda che ne racconti la storia». La necropoli romana era composta da almeno 190 tombe – questo il numero delle sepolture portate alla luce dagli archeologi – gran parte delle quali accoglievano i resti, dopo l’incinerazione. «Era usanza banchettare su queste tombe – prosegue il primo cittadino -. Venivano portati doni da condividere con il familiare. Sono state trovate “rosette”, pani carbonizzati, specchi, un piatto e altri oggetti dei corredi». Un’altra parte della necropoli era stata prevista per accogliere, forse in seguito alla diffusione del Cristianesimo, i corpi inumati. Ma le tombe in terracotta erano tutte vuote.

«Il materiale è stato fotografato e recuperato – dice Coccoli -. Ora inizieranno le ricerche di laboratorio e le analisi. Poi i reperti, nel caso dovessimo riuscire a ricavare uno spazio museale più ampio e permanente, potrebbero essere affidati al Comune. All’inizio dell’opera di valorizzazione avremo a disposizione 10mila euro di sponsorizzazione, da parte di privati». Questi fondi saranno utilizzati per realizzare una prima mostra temporanea entro la fine del 2018 e i primi mesi del 2019. L’opposizione di centro-destra ha sottolineato, attraverso Stefano Quarena e Lucia Lazzari, l’importanza del fatto che «per qualunque nuovo intervento in qualunque zona debba essere chiesto dalla Sovrintendenza uno specifico carotaggio del terreno per la verifica di eventuali reperti o preesistenze antropiche. Rimane però il rimpianto che questo non sia stato mai fatto prima».Il ritrovamento è avvenuto grazie ad alcuni scavi finalizzati all’ampliamento di una fabbrica.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia

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