Prende forma lo scudo di difesa contro colate di fango e alluvioni

Lavori Val Gandine luglio 2025

La tempesta che sabato ha flagellato città e provincia lo ha confermato: i cambiamenti climatici impongono una pianificazione e una mitigazione del rischio idrogeologico complessiva. Come quella promossa a Gussago. I lavori in corso in questi giorni in Val Gandine rappresentano un intervento strategico all’interno di un più ampio piano <>. Le ruspe stanno lavorando per ripristinare la zona più colpita dall’alluvione dello scorso anno, attraverso la rimozione dei detriti, la pulizia dei deghiaiatori, la ricostruzione degli argini danneggiati e la realizzazione di nuove briglie e di moderne vasche deghiaiatrici, tutte opere fondamentali per prevenire nuovi smottamenti, frane o accumuli di materiale in caso di ulteriori precipitazioni.

L’obiettivo è di aumentare lo scudo di difesa delle zone vulnerabili e prevenire i danni causati da temporali e alluvioni, sempre più frequenti e intensi. «Questa è un’opera di ripristino – sottolinea il sindaco Giovanni Coccoli -, ma anche un passaggio fondamentale di prevenzione. L’obiettivo è quello di evitare quanto accaduto lo scorso anno, quando il paese fu travolto da un’onda di fango, acqua e detriti. Un passo avanti importante per la protezione dell’ambiente, delle infrastrutture e della vita dei cittadini».

L’investimento di 193.500 euro, è finanziato da Regione Lombardia. A fine estate partirà anche un secondo cantiere, con l’installazione di un avanzato sistema di monitoraggio e allerta lungo tutto il corso del torrente Canale, dalla Val Gandine fino alla Mandolossa. Le stazioni saranno dotate di pluviometro, termometro e anemometro, in grado di rilevare in tempo reale le condizioni meteo e i livelli idrici, consentendo di attivare le allerte nel caso di rischi improvvisi. Il sistema di monitoraggio avrà un costo di 453 mila euro, stanziati dalla Protezione Civile nazionale e dal Pirellone. Senza dimenticare la vasca di laminazione in località Stacca per la messa in sicurezza del Gandovere, per la quale il Comune di Gussago ha ricevuto il finanziamento di 10 milioni di euro dalla Regione. L’opera servirà a gestire i fenomeni violenti, in quanto permetterà l’accumulo ed il successivo rilascio graduale delle acque.

Nella sostanza, il terreno verrà ribassato di circa un metro e mezzo, formando una grossa conca con tanto di argini e di rifacimento del ponte che attraversa il Gandovere. In caso di tracimazione del torrente, l’acqua entrerà in questa vasca naturale che sarà in grado di trattenere fino a 65 mila metri cubi di acqua, che verrà poi rilasciata a valle in tempi lunghi, una volta che il Gandovere sarà in grado di tornare ad accogliere acqua Lo studio del progetto, avviato nel 2011, ha visto la conclusione nel 2014. Quindi sono state avviate le richieste in Regione ed è iniziato un iter particolarmente lungo, concluso con il decreto del ministero dell’Ambiente che ha stanziato per la Lombardia 118 milioni di euro per 17 interventi, tra cui appunto quello di Gussago. E’ prevista anche una seconda vasca di laminazione in zona Mandolossa, al confine con il quartiere cittadino della Badia, ma per ora non è stata finanziata.
Cinzia Reboni

Fonte: Bresciaoggi

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