Alla media di Gussago si è svolta la cerimonia di apertura dell’anno scolastico provinciale

Inaugurazione anno scolastico 2013-2014
«Per una scuola che insegni i valori, i diritti e i doveri» Alla media di Gussago cerimonia di apertura dell’anno scolastico provinciale. I legami con la comunità locale.

Un albero raffigura l’ambiente, mani colorate indicano la solidarietà, la Santissima simboleggia la memoria, una catena di bambini esprime la partecipazione. Il logo dell’Istituto comprensivo di Gussago, semplice e colorato, appeso nell’aula magna della scuola media «Venturelli» è già un programma scolastico. Ambiente, solidarietà, memoria e partecipazione: sono le parole guida scelte tre anni fa dai ragazzi per rappresentare la loro scuola, spiega una studente agli ospiti adulti. È un giorno speciale, oggi, alla media di Gussago, scelta per la cerimonia ufficiale di apertura dell’anno scolastico provinciale.

Nell’aula, intitolata al volontario Sergio Lana ucciso nell’ex Jugoslavia, c’è una piccola delegazione dei mille e cinquecento studenti dell’Istituto. Ma ci sono anche gli amministratori comunali, gli alpini, le forze dell’ordine, oltreché autorità scolastiche, insegnanti e genitori. «Insomma, qui c’è la testimonianza vera del legame fra scuola e comunità», dice la dirigente Enrica Massetti, oggi idealmente portavoce dei colleghi bresciani.

L’aria è di festa, con gli alunni a recitare poesie, suonare e cantare. Ma è anche l’occasione per i discorsi: di rito ma senza banalità. Perché è sempre meglio ricordare, con le parole della dirigente Massetti, che bisogna credere «in una scuola che proclami la libertà, valorizzi le identità e le diversità, insegni i diritti e i doveri di cittadini». Attraverso «un insegnamento che porti a sviluppare nei ragazzi i valori umani, il rispetto della legalità e dei più deboli». Servono i libri, è preziosa la tecnologia: «Ma fondamentale è il vostro rapporto con i docenti» sottolinea Mario Maviglia, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Brescia, il provveditore. «Vorrei essere al vostro posto» dice agli studenti. «Per l’età, certo, ma soprattutto perché state vivendo un’esperienza esaltante: scoprire cose e mondi nuovi, aprirsi agli altri». Quindi l’esortazione: «Vivete la scuola con questo sentimento: appassionatevi a cose nuove e se gli insegnanti sono noiosi, richiamateli». Applausi dai ragazzi. Dell’Istituto comprensivo gussaghese fa parte anche una scuola dell’infanzia paritaria. Aristide Peli, assessore provinciale all’Istruzione, affronta il tema delle materne cosiddette private. «Nel Bresciano sono i 2/3 del totale: mi preoccupa il loro destino. Fanno fatica dal punto di vista economico. Bisogna trovare una maniera per aiutarle, non è possibile -aggiunge- che chiudano. Pensate alla perdita dal punto di vista pedagogico e alle ricadute negative sulle casse pubbliche». Perché quei bambini dovrebbero frequentare le scuole statali o comunali. Stamattina la comunità gussaghese è rappresentata ai suoi massimi livelli. Il sindaco Bruno Marchina garantisce gli sforzi del Comune per una scuola all’altezza dei bisogni e dei tempi; l’assessore all’Istruzione, Paola Ricci, annuncia la prossima nascita del Consiglio comunale dei ragazzi affinché possano rappresentare le loro necessità; il parroco don Adriano Dabellani sollecita gli studenti all’impegno costante per migliorare se stessi; il maresciallo dei carabinieri Sonny Emiliano Savino li invita a considerare le forze dell’ordine come degli amici ai quali segnalare episodi o movimenti sospetti. Raccomandazioni, parole, che valgono per i ragazzi di tutte le scuole bresciane ovviamente, e non solo.

Apertura di cerimonia con l’Inno di Mameli, chiusura con l’Inno alla gioia, i canti nazionale ed europeo eseguiti dagli studenti: per una scuola senza confini.
Enrico Mirani

Fonte: Giornale di Brescia

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