La scuola riparte “Nessuno dovrà rimanere a casa”

Banchi scuola

Sul sito dell’Istituto comprensivo di Gussago, lunedì 20 è stata pubblicata una lettera firmata dalla dirigente scolastica Maria Angela Abrami e dalla presidente del Consiglio d’Istituto Elisabetta Crescini, su«Ipotesi di modalità di riapertura a settembre in attesa di conferma». Alla fin fine, come ha spiegato il sindaco Giovanni Coccoli, grazie ai lavori di adeguamento svolti o in programma, a tutti sarà assicurata la «didattica in presenza»: tutti a scuola, nessuno a casa. Ma facile non è stato e qualche sacrificio ci sarà. Nella lettera si fa presente che «la situazione della ripartenza scolastica è ancora oggetto di discussione a livello centrale, e questo crea gravi disagi a chi lavora nella scuola, ma soprattutto non permette alle famiglie di conoscere l’offerta formativa di settembre». Comunque, l’Istituto in collaborazione con il Comune ha ipotizzato uno scenario di ripartenza che prevede «una nuova organizzazione secondo criteri legati alla sicurezza e alla nuova didattica inclusiva, e una nuova organizzazione degli accessi agli edifici. Al momento non è possibile fare di più, ma già questo ha tolto le famiglie dal buio nel quale brancolavano da mesi. I nuovi ipotizzati «tempi», fanno sì che per l’infanzia ci sarà la settimana breve con orario delle due scuole di Gussago dalle 8 alle 13 (mensa compresa) da fine settembre. I quattro plessi della primaria saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30 (Navezze anticipa di 15 minuti) e per tre pomeriggi alternati dalle ore 14 alle ore 16 (Navezze posticipa di 15 minuti). E grazie all’intesa Scuola-Comune, anche la mensa è assicurata. Per le medie, l’orario a oggi ipotizzabile è dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 13. La dirigente conclude la lettera precisando che «nei primi giorni di settembre si potranno dare indicazioni definitive sulla base delle effettive risorse assegnate e dell’andamento dell’emergenza».
Mario Leombruno

Tutto lo spazio agli alunni, così spuntano le nuove aule

L’Istituto comprensivo di Gussago è strutturato su due scuole dell’infanzia, quattro plessi per la scuola primaria e una sede per la media. Rispettare le linee guida governative ha richiesto lavori di adeguamento degli «spazi» scolastici, in parte già fatti, altri da ultimare o iniziare. Il sindaco Giovanni Coccoli ha spiegato che «per le due scuole dell’infanzia è bastato realizzare alcune pareti divisorie alte 130 cm». Adeguare la primaria ha richiesto qualche lavoro in più. Il sindaco ha sottolineato che per il plesso di Ronco le aule necessarie sono state recuperate riconvertendo la palestra e i locali prima adibiti a laboratori. A Casaglio, invece, negli spazi lasciati liberi dalla direzione e dalla segreteria trasferite alla secondaria, sono state realizzate quattro nuove aule; altre quattro sono state recuperate dalla mensa (i ragazzi riceveranno pasti monoporzione che potranno consumare in aula). Più complesso l’adeguamento della scuola media dove sarà necessario abbattere due tramezze per realizzare aule in grado di ospitare 25 studenti. Queste, assieme ad altre aule di grandi dimensioni ospiteranno le nuove prime e le terze. Le classi seconde saranno invece divise in due aule: in una l’insegnante, nell’altra gli alunni con strumenti multimediali e un assistente per seguire la lezione. Per questioni di spazio tre classi saranno ospitate nel vicino oratorio maschile. «Per quanto riguarda i costi costi – ha concluso Coccoli -, la stima per i lavori è di circa 130mila euro. In questo modo tutti i nostri studenti potranno seguire le lezioni in presenza».
M.L.

Non uno di meno

«Negli ultimi mesi abbiamo lavorato a stretto contatto con la dirigenza scolastica con un duplice obiettivo – afferma l’assessore alla Pubblica istruzione Paola Ricci -: garantire la massima tutela della salute agli studenti e lezioni in presenza. Abbiamo cercato di analizzare tutti gli scenari possibili muovendoci nell’ottica di don Milani di non lasciare indietro nessuno, cosa che ci siamo accorti non sempre è accaduta con la didattica a distanza. I più piccoli, in fase di prima alfabetizzazione, hanno bisogno del sostegno costante di un adulto che domini la lingua e gli strumenti digitali, e non è così scontato che tutte le famiglie possano garantire ai loro piccoli questa assistenza».

Fonte: Bresciaoggi

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