Scuolabus al capolinea: nessuna marcia indietro

Il servizio di carpooling, operativo da tre anni a Gussago per il trasporto scolastico, non è un successo, «ma qualcosa si muove». Tanto che il sindaco Giovanni Coccoli ha deciso di confermare la scelta della mobilità dolce a fronte dell’insostenibilità finanziaria e ambientale del servizio di scuolabus. Il controverso argomento è approdato in Consiglio comunale grazie a un mozione presentata da Stefano Quarena, esponente dell’opposizione di centrodestra, che si è fatto portavoce della richiesta, sottoscritta da 213 mamme e papà, per il ripristino dello scuolabus per le elementari di Casaglio, Ronco, Sale e Navezze. Secondo Quarena, il carpooling «ha evidenziato subito una serie di criticità, soprattutto per alcune zone del territorio comunale, e non ha mai fatto breccia. Nell’anno 2021-2022 hanno usufruito del servizio solo 34 alunni su un totale di 712 iscritti alle elementari, e 20 su 494 delle medie. Numeri in costante diminuzione rispetto ai due precedenti anni scolastici». I campanelli d’allarme «erano stati più che evidenti – ha precisato Quarena in aula -, ma forse era giusto provare. Di fronte però ad un progetto che non decolla, non si possono trovare alibi. Basterebbe fare mezzo passo indietro e avere il coraggio di ammetterlo, anzichè imporre una soluzione che penalizza i cittadini».

Il carpooling prevede che a rotazione genitori volontari accompagnino o vadano a prendere a scuola i propri figli guidando un’auto dove trovano spazio anche altri alunni. In mancanza di “genitori autisti”, si può comunque usufruire del servizio pagando 75 euro l’anno per il trasporto. «Nel 2018-19, ultimo anno di scuolabus, le iscrizioni totali, dalla materna alle medie, erano 210 su un totale di 1.732 alunni – ha replicato Coccoli -. A Sale il pullman da 55 posti trasportava solo 34 bambini, a Casaglio 24 su un totale di 346 iscritti, poco più del 6%. Nello stesso anno, ad usufruire del pedibus erano in 169: tutto il resto della popolazione scolastica raggiungeva i plessi in maniera autonoma». Sempre nel 2018-19, «lo scuolabus ha avuto un costo di 189 mila euro per le casse del Comune, a fronte di un introito d iscrizioni di 55.650 euro. Per rientrare dalle spese avremmo dovuto far pagare 824 euro a famiglia per il trasporto scolastico».

Quest’anno per le scuole dell’infanzia, la media e l’istituto di Navezze «ci sono complessivamente 110 iscrizioni allo scuolabus, con un costo di 90.739 euro per il Comune ed un introito di 26.500 euro». Coccoli è convinto che il carpooling sia la soluzione vincente. «Nel primo anno erano stati composti 18 equipaggi che trasportavano 48 bambini. Nel 2020-21, in piena pandemia, il numero è rimasto invariato, per salire nel 2021-22 a 24 equipaggi e 67 bambini. Quest’anno un’ulteriore crescita, con 27 equipaggi e 73 bambini. E’ un segnale che il sistema funziona». A Gussago la sperimentazione sulla mobilità dolce non si ferma al carpooling: «per i ragazzi delle medie abbiamo creato la rete di “piste ciclagili” che consentono a chi va a scuola in bicicletta di “viaggiare” più sicuri – afferma Coccoli -. Vero è che molti genitori si organizzano autonomamente, e non possiamo impedirglielo. Ma è nostro compito creare un’educazione e una cultura della condivisione. A primavera vorremmo organizzare un evento per premiare tutti gli equipaggi del carpooling e i bambini che vanno a scuola con il pedibus o in bicibus. Noi rispettiamo le 213 persone che hanno firmato la lettera, ma rimaniamo fermi sulla nostra posizione. Se ci vuole coraggio a fare un passo indietro, altrettanto serve per cercare soluzioni alternative e moderne. A noi piacerebbe sperimentare ancora un paio d’anni il servizio, perché solo in questo modo avremo un dato preciso su questo tipo di esperienza». La mozione di Quarena è stata bocciata, cosi come l’emendamento presentato da Rossella Olivari del Pd, che chiedeva di istituire una commissione per «individuare una nuova organizzazione più efficace e rispondete ai bisogni dell’utenza».
Cinzia Reboni

Fonte: Bresciaoggi

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