
Seppur sfumato l’obiettivo del ritorno in serie B un anno dopo la retrocessione, quella del Gussago resta comunque una stagione soddisfacente. Indicati alla vigilia come principali antagonisti del Rovato, i rossoneri di coach Demartis hanno a lungo mantenuto fede alla premessa del precampionato, candidandosi per tutto il corso dell’autunno a principale alternativa dei rossoblù nella corsa all’unico piazzamento che metteva in palio la salita nella categoria superiore. Alla fine la maggior verve e il più elevato tasso tecnico della squadra di Alessandro Geddo ha poi costretto la società del presidente Andrea Bulgari a dover alzare bandiera bianca. C’è da ammettere tuttavia che per come si presentava l’organico del Gussago alla vigilia del campionato, quella appena andata agli archivi avrebbe dovuto essere una stagione diversa; o per lo meno ci si sarebbe aspettato che Cuneo e soci si giocassero il primato in classifica fino all’ultimo turno dell’8 maggio.
Archiviata la disastrosa retrocessione dalla serie B, infatti, nel mercato estivo al Corcione si era subito cercato di allestire il miglior organico possibile. Il traffico maggiore lo si era registrato sulla strada da Lumezzane, dove a sposare la causa di Stefano Demartis erano arrivati il tallonatore Antonio Cairo e i fratelli Costantini, Daniel e Rambo – poi rivelatisi grandi trascinatori e veri protagonisti della stagione al Polivalente -, e i fratelli Del Bono, Giulio ed Ezio, che erano arrivati dal Cus. Dopo una prima fase di stagione quasi impeccabile – tra cui spicca la vittoria sul Rovato (rossoneri prima squadra a fermare i primatisti) -, un calo avuto tra la fine del girone d’andata della seconda fase e l’inizio di quello del ritorno è stato probabilmente il periodo in cui il Gussago è uscito di scena dalla corsa alla promozione e non ha potuto far altro che fermarsi ad applaudire il rivale bresciano nella conquista della promozione in B.
Nonostante il mancato raggiungimento dell’obiettivo stagionale, al Corcione non ci sarà comunque nessuna nuova chance di riscatto. E’ già stata infatti ufficializzata l’unione d’intenti tra la società del presidente Bulgari e l’Ospitaletto, e la nascita del nuovo Rugby Franciacorta è la new-entry che infiamma la prossima edizione del campionato di C1, ma allo stesso tempo fa calare il sipario, soltanto a livello di prima squadra, su una realtà che operava da quasi quarant’anni, e che invece continuerà a farlo nel proprio vivaio, dal settore propaganda fino alla formazione under 14.
Per il Rugby Franciacorta non ci sarà una sola “casa”, ma bensì due: la nuova franchigia giocherà sia a Gussago che a Ospitaletto, rappresentando così entrambe le realtà.
Fonte: Bresciaoggi