Una statua di resina celebra il “Partigiano” che fondò la G.S. Ronco

Fotogallery statua Partigiano 2016
Il “partigiano” torna a vegliare sulla sua amata Ronco. Una statua intrisa di sentimento, dolore e orgoglio, installata fuori dalla chiesetta dei Santi Fabiano e Sebastiano, celebra uno dei personaggi chiave della storia della piccola frazione franciacortina: Pietro Codenotti, detto «il partigiano», classe 1927, fondatore della blasonata società ciclistica G.S. Ronco, scomparso nel marzo del 2015.

L’opera, realizzata dall’artista Johan Frisò, congela uno dei momenti più drammatici della vita del «partigiano» e dell’intera comunità. La scultura in resina che ricalca la postura della Pietà, raffigura il «partigiano» con in braccio il corpo di Giampaolo Del Bono, ragazzino di 15 anni che correva per il G.S. Ronco. Era una domenica piovosa, cupa e grigia del 1970. A Lonato si stava svolgendo una gara di ciclismo, categoria esordienti. La pioggia incessante e l’asfalto bagnato provocarono la caduta del giovane, che finì in un canale in piena. Il partigiano, si buttò in acqua nonostante non sapesse nuotare, pronto a dare la sua vita, pur di salvare il ragazzo. Con fatica e senza più forze, riuscì a tirare fuori il giovane atleta, ma ormai era troppo tardi. Un atto di puro eroismo, che si carica di tragicità. Una vicenda che non abbandonerà mai i pensieri di Pietro Codenotti, una vita dedicata al ciclismo e ai suoi amati giovani. Un carattere schivo, ma un cuore enorme: tutti i ragazzi, a prescindere dal talento, potevano correre per il G.S. Ronco, tutti sempre ben accetti.

«Si potrebbero scrivere libri interi su questo personaggio – spiega Frisò -, che 47 anni fa fondò il GS Ronco, grande amore della sua vita per il bene dei giovani. Ho deciso di realizzare questa statua per ricordare storia, eventi e personaggi locali e per cercare di riqualificare il nostro paesello un po’ trascurato negli anni. Ringrazio il parroco e l’assessore Coccoli per avermi concesso di installare l’opera vicino alla chiesetta».

Dalle difficoltà si raggiungono le stelle. Ecco quindi che la macchina del G.S. Ronco riprende la sua attività, nonostante la disgrazia. Tanti ragazzi sono cresciuti grazie ai suoi insegnamenti, tanti hanno indossato il rosa-nero della divisa del G.S. Ronco, e tanti potranno continuare ad indossarla. Molti, si siederanno in questi giorni su quella panchina, proprio accanto al “partigiano”, per ringraziarlo, rievocando quei momenti di piena felicità quando, in sella alla bicicletta, con il vento che sibilava nelle orecchie, il mondo era più colorato e emozionante che mai.
Federico Bernardelli Curuz

Fonte: Giornale di Brescia
Fotografie di Pintossi Giampietro (Pierino)

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